19 giugno 2008
L'Avana: pacco e contropacco
18 giugno 2008
Cuba: addio pipas?
Discorso simile per il rum che, ancora oggi, viene venduto sfuso, ad un prezzo più che popolare e più o meno annacquato, secondo l’onestà degli addetti, nelle bodegas dell’Avana.
Non scomparirà né il rum né le bibite, semplicemente verranno vendute alla popolazione già "confezionati". Lo ha spiegato Romeo Pèrez Parra, direttore dell’Union de Bebidas e Refrescos, al settimanale “Trabajadores”. Nel corso del 2008 si imbottiglierà il 70% del rum prodotto per arrivare al 100% nel 2009. Attualmente, il rum sfuso raggiunge la quantità di 10 milioni di litri, di cui il 59% venduto all’Avana.
Mi vedo costretto a dover smentire sul tema l'agenzia AFP con il dispiacere degli amici del Barrio de Cuba, quello imbottigliato non sarà il popolarmente detto "chispa de tren", che – come è noto – è un alcool prodotto in maniera casalinga, ma semplicemente il rum di trasformazione industriale che, fino ad ora, veniva venduto sfuso.
La decisione è stata motivata dalla volontà di «ridurre la reale possibilità di reati nella vendita e distribuzione», leggesi “operazione acqua”.
Già ci sono in commericio diverse marche di rum vendute in moneta nazionale: Bocoy, Ronda, Pinella, El Valle, Galeon ecc, il cui prezzo si aggira intorno ai 50 pesos.
Per quanto riguarda le bibite è prevista un aumento della distribuzione in “borse” plastiche, con l’acquisto di 36 macchine riempitici, 16 per il 2008 e 20 per il 2009. La produzione dovrebbe raggiungere i 150 milioni di borse annue, riducendo al 15% il volume di bibite vendute sfuse con le “pipe”. «I sacchetti – ha spiegato il funzionario – saranno venduti in moneta nazionale ad un prezzo molto accessibile».
Per las "pipas de cerveza", fino ad ora, nessuna notizia.
Attaccati al tram...
Per solidarietà con Massimo ed in modo che nella mala suerte non si senta solo. Appena ripresomi dall’organizzazione del compleanno di Laura, che ha compiuto 5 anni, con l’invasione dei suoi amici e della famiglia, come sempre una sessantina di persone, lunedì sera, incomincia di nuovo a piovere e con il tatto e la gentilezza che contraddistingue tutte le donne, mia moglie dice la fatidica frase “sta quasi smettendo, perché non vai a prendere il pane”. Per fortuna che monto in macchina (grazie vecchia, anche se sei ormai fuori produzione), perché dopo due isolati si scatena il finimondo. Era dai “gloriosi” tempi del Brennero, quando, appena uscito dalla Scuola di Trieste, mi mandarono a vigilare i “patri confini” dalle invasioni turistiche nordiche, di non vedere a più di dieci centimetri. Praticamente sono entrato in un autolavaggio naturale. I pochi metri per scendere ed andare alla Cadena Cubana del Pan, dove anche di notte si trova il pan suave che tanto piace al mio matriarcato, ed ero già completamente fradicio e l’ombrello della Barby ha potuto far poco contro la natura tropicale. Se questi sono gli antipasti dei prossimi cicloni, prepariamoci a delle belle abbuffate. Percorrendo Linea, ormai allagata, scendevano dalla parte alta del Vedado, dei fiumi. Alla tele, il giorno dopo, il cronista commentava alcune riprese dove dei giovani, attaccati dietro agli autobus, facevano una specie di sci nautico, mettendo a repentaglio le loro vite. Una versione acquatica di uno sport diffuso, quello d’aggrapparsi in bici o con i pattini ai mezzi di passaggio, una pratica che ha già causato qualche morto. Al pomeriggio, sempre sotto la pioggia, una buona notizia: il gentile personale ci fa entrare all’Hotel Presidente a vedere in diretta la partita. Siamo un trio strano, un italiano, Cristian, un traduttore francese-spagnolo e mio nipote, sostenitore del Brasile. Il risultato lo sapete tutti, ma v’invito a visitare il Presidente, un hotel ani ’50, con arredo originale. Al termine della partita, scopro che a tirare con me un sospiro di sollievo c’è un altro italiano, Marco, il cuoco toscano dell’albergo. Piove ancora…17 giugno 2008
Mannaggia il pataturco!
Risultato: la lente di cristallo è caduta, rompendosi in tanti pezzi. Vi giuro e credetemi, ho inveito - come non mai - nella mia vita... in pochi si sono salvati.
Devo arrangiare con le lenti a contatto - rigorosamente rigide - alle quali, però, ancora non riesco ad abituarmi… ed aspettare che arrivino dall'Inghilterra i nuovi occhiali che mio fratello ha fatto fare oggi...
16 giugno 2008
Giotto lascia l'Avana
Dopo tre mesi la mostra di Giotto all’Avana, lascia la capitale cubana. La replica in scala della Cappella degli Scrovegni di Padova, Patrimonio dell’Umanità, che riproduce il ciclo d’affreschi del grande pittore italiano, si trova ora smontata in un container pronta per proseguire il suo viaggio latinoamericano, destinazione Brasile. Nel periodo in cui è rimasta all’Avana, ospitata nel Salon Blanco del Convento di San Francisco è stata seguita da oltre 20 mila visitatori paganti, da molte scolaresche, gruppi ed associazioni.Bastava vedere questo fine settimana al Palazzo dello Sport, quanti avaneri sono andati a vedere la classica sfida tra le due nazionali di pallavolo maschile. Venerdì hanno vinto i cubani 3 a 2 e sabato noi, 3 a 1. Domani, in differita su Tele Rebelde, credo che molti tiferanno per il nostro tricolore, speriamo bene e tocchiamo legno, altra discussa usanza dei nostri amici cubani.
A proposito: con le zanzare è meglio tenere la luce accesa e con la febbre alta è meglio farsi un bagno gelato? Qui si usa così.
Europei e Pallavolo: vecchi rimedi campani

L’alternativa sarebbe andare in un hotel, dove è possibile seguirle diretta. Il fuso orario, però, mi becca sempre in orario d’ufficio e non posso allontanarmi.
Vi confesso che i cronisti della tv cubana sono veramente inascoltabili. Io, che ero amante di Brunone Pizzul e che avevo faticato per adattarmi alle telecronache di Marco Civoli, devo sorbirmi, ora, quelle dello strano duo che passa il tempo ad attribuire strani nomignoli ai nostri azzurri: da Gigi “El Loco” Buffon al povero Del Piero che in due occasioni è diventato il “Pintuchicchio”.
Nella seconda gara, sabato sera, la nostra nazionale di pallavolo, al Colosseo della Ciudad Deportiva, davanti ad oltre 10mila spettatori, per la mia gioia, ha battuto Cuba 3 a 1.
Almeno mi sono tolto qualche sassolino dalla scarpa con i miei "simpatici e spiritosi" vicini...
14 giugno 2008
Arabi e cinesi all'Avana
A Centro Avana siamo entrati nell’ultimo articolo ed adesso ne parliamo un po’ di più. È uno dei quindici comuni dell’Avana (burocraticamente Ciudad de la Habana, per non confonderla con Provincia Habana). È il comune più piccolo per estensione territoriale, ma quello con la maggiore densità. La denominazione Centro Avana nasce nel 1962, questo territorio faceva prima parte del comune dell’Avana, che comprendeva anche l'area degli attuali comuni dell’Avana Vecchia, del Cerro, di Plaza della Rivolución e di 10 de Octubre, parte di Arroyo Naranjo, una parte di Boyeros ed un’altra di Regla. Nel 1976, con la riforma politico-amministrativa, viene proposto di suddividere il territorio di Centro Avana in due zone, Centro Avana Nord e Centro Avana Vecchia. La Legge 1304 stabilì infine i nomi definitivi dei comuni, denominandoli rispettivamente Centro Avana e L'Avana Vecchia. All’interno di questo comune troviamo due quartieri speciali: Il Barrio Chino ed il Barrio Arabe. Passando la monumentale entrata del Portico Chino in calle Aguila, donato alla fine degli anni ’90 dalla Repubblica Popolare Cinese, si entra in quello che è stato il più popoloso quartiere cinese di tutta l’America Latina. Qui si trovava lo scandaloso Cabaret Shangai, di cui parla anche Graham Greene. Passato poi il secondo portale all’intersezione tra le vie Zanja e Rayo, si entra nel vero cuore della piccola città. Ormai i suoi abitanti sono cubani, il cinese lo parlano in pochi, ma questi sono effettivamente “chinos” e non, come dicono i loro connazionali, solamente perché hanno gli occhi a “mandorla”. Si mantengono molte tradizioni e le associazioni sono molto attive. Di sera è un quartiere frequentatissimo, dove si mangia bene e a prezzi modici. Nella zona compresa tra le vie Monte, San Nicolás, Corrales, Antón Recio e Figura sorgeva invece il quartiere arabo, nato tra la seconda metà del XIX secolo e la prima del XX, fondamentalmente in concomitanza con l’arrivo a Cuba di libanesi, palestinesi, siriani, ed in minore quantità di egiziani, algerini e yemeniti. Si calcola che tra il 1860 ed il 1930 giunsero a Cuba circa 33.000 arabi. Gli immigranti del quartiere arabo svilupparono in quell'ambiente una significativa infrastruttura sociale con la creazione di società benefiche e culturali, giornali, commerci ed un'organizzata attività religiosa. Famosi soprattutto nel commercio di prodotti tessili, prima come venditori ambulanti, successivamente come piccoli negozianti ed alla fine come proprietari di magazzini ed importatori. La prima informazione sulle società arabe di Centro Avana, è quella di una foresteria della calle Monte N. 248. Le associazioni arabe (che giunsero ad essere oltre trenta) erano a scopo benefico e ricreativo, alcune con una finalità politico-religiosa; tra queste spicca la Società Palestinese. Non possedeva un locale proprio e quindi le riunioni e le attività sociali s’effettuavano nella casa del segretario, sita nella calle Alambique n.4, all’angolo con Plazoleta. Successivamente, ebbe un proprio locale di ritrovo nella calle san Nicolás n. 220 ed alla fine si trasferì nella medesima via, tra Corrales e Gloria. Nel 1979 tutte le associazioni si sono riunite in Calle Paseo e la comunità, formata dagli eredi dei primi arrivati e dai lavoratori stranieri presenti a Cuba, raggiunge circa le 40.000 persone. Dedico quindi queste notizie a tre amici: Meylang, d’origine cinese, traduttrice di cinese e funzionario all’Avana Vecchia, Nabil, traduttore d’arabo, palestinese di nascita, e Jorge, allenatore di softball, attualmente in missione in Venezuela, cubano con origini libanesi. 12 giugno 2008
Precisione... cubana
Parlare di puntualità e precisione a Cuba è un po’ difficile. Con tutti i “y pico” davanti agli orari non si può proprio dire che sia una caratteristica di questo simpatico popolo. Loro stessi lo riconoscono, definendosi poco “formales”.Una delle importanti figure di questa ditta fu Ricardo Rivón Alonso. Era nato nel 1890, anche lui in Asturia, e si trasferì a Cuba quando aveva 23 anni chiamato da Plácido Fernández Río Cuervo, uno dei soci. Incominciò come impiegato della ditta e col tempo ne divenne presidente e proprietario. Intanto la famiglia del fondatore incominciava ad estinguersi e nel 1946 morì l’ultimo dei nipoti, Lisardo.
Di queste comunità parleremo nei prossimi giorni…
(Stefano Pasqualon)
11 giugno 2008
L’Avana, finalmente l’olio italiano!
Nelle ultime visite ai supermercati dell’Avana, il vago presentimento degli ultimi tempi si è trasformato in realtà: la maggior parte delle italiche marche di pasta è introvabile. Non ci sono più negli scaffali le campane “Garofalo” e “Antica Pasteria” e le settentrionali “Pagani”, “Arrighi” e “Torre”.
Solo al mercato di Galerias de Paseo, tra centinaia di confezioni delle cubane “La Sin Rival” e “La Pasiega”, erano presenti alcuni strani formati della “Barilla”, come ad esempio gli spaghettini spezzati o i tubettini rigati, al prezzo di 2,55 CUC. A 3 y 70, come nelle TRD Caribe, solo pasta cubana.
Il prossimo week-end, avendo praticamente dato fondo alla dispensa familiare, farò rotta al Palco con la speranza di comprare un po’ di pasta Divella.
Nel corso di questi giri, ho notato con somma gioia, precisamente in Galerias de Paseo, al lato delle bottiglie d’olio spagnolo – che a me non piace – quelle della storica Basso, prodotte con olive raccolte ancora a mano e spremute in frantoi di pietra a San Michele di Serino, ai piedi del monte Terminio (Avellino), a pochi chilometri da casa mia.
Oltre all’olio d’oliva extra vergine, anche gli oli aromatizzati, sempre della Basso, al peperoncino, rosmarino, origano e aglio.
Vi segnalo, non per spirito di campanilismo, l'articolo dell'amico Luciano Pignataro - mio ex caporedattore al Mattino - sulla storica azienda avellinese.
09 giugno 2008
Neve all'Avana (II parte)
Non tutti ci sono cascati: effettivamente la notizia di una "nevicata all’Avana" è troppo inverosimile per essere creduta.
Si trattò, infatti, di uno scherzo di Alfredo T. Quilez, direttore del settimanale Carteles, ai lettori, in occasione del “Día de lo Inocentes” (il 28 dicembre) del 1932, l’equivalente latinoamericano del nostro pesce d’aprile.
Ecco la verità.
Il direttore aveva inviato il fotografo Pedro Molini a ritrarre il Capitolio ed il Parque Central. Le foto, una volta stampate, erano state ritoccate, a mano, dal disegnatore Adolfo Galindo, che aveva aggiunto la neve. Lo stesso Quilez, poi, aveva scritto l’articolo e inventato, di sana pianta, per dare maggiore credibilità alla notizia, le due note ufficiali dei centri meteorologici.
Sta di fatto che, all’Avana, ancora oggi, c’è chi crede che quel giorno abbia nevicato!
Quello che è sicuro che la temperatura minima, lo stesso giorno della “famosa nevicata all’Avana”, come riportava il quotidiano “Diario del Marina” del 28 dicembre 1932, era alle 12:00 di 17,4 gradi centigradi, effettivamente un po’ pochi per una bufera di neve.
Lo stesso settimanale, nel numero successivo dell’8 gennaio 1933, svelava che si trattava di uno scherzo.
Ad onore della statistica, la temperatura più bassa registrata a Cuba è di 0,6 gradi (Bainoa, L’Avana), il 18 febbraio 1996. (leggi la prima parte)
06 giugno 2008
Oggi ha nevicato all'Avana (I parte)
Non vi preoccupate, il sole di questi giorni non mi ha dato alla testa. Anche se è strano – per noi che associamo Cuba al caldo dei Caraibi – immaginare una nevicata all’Avana.
L’insolito evento meteorologico si verificò il 28 dicembre 1932, come riportato dal settimanale “Carteles”, diretto da Alfredo T. Quilez, nel numero del 1 gennaio 1933.
Questo il racconto del cronista: «Nella mattinata una bufera ha coperto di neve la capitale. I pochi mattinieri in giro a questa ora si sono riparati sotto i portali e tremando per il freddo guardavano come le nostre palme creole si vestivano di bianco e gli edifici e le strade assumevano l’aspetto di una cartolina natalizia».
L’articolo, dal titolo "Oggi ha nevicato all'Avana", era corredato dalle note ufficiali dell’Osservatorio Nazionale e del Centro Belén che trattavano di spiegare, agli ancora increduli avaneri, l’insolito evento meteorologico.
«Per la prima volta a Cuba, si è verificata nella mattinata di oggi una leggera nevicata, che ha interessato il centro dell’Avana, alcuni punti della periferia e del litorale per un’estensione approssimativa di 5 miglia. La nevicata è cominciata alle 6:17 minuti ed è terminata alle 7:11. Il fenomeno si può attribuire alla penetrazione di una corrente fredda, a bassa altitudine, nell’atmosfera tropicale, saturata d’umidità. Alla stessa ora si sono registrate alte pressioni nel nordest degli Stati Uniti, pressione normale sui Caraibi e una leggera depressione nella zona dell’Istmo», spiegava il comunicato a firma di José Carlos Millás, allora direttore dell’Osservatorio Nazionale.
Il testo del Centro del Belén attribuiva il fenomeno all’eccezionale abbassamento della temperatura registratosi nello stesso periodo negli Stati Uniti.
L’articolo era corredato da ben due foto – anche se non di ottima qualità - una del Parque Central e l’altra del Capitolio entrambi incredibilmente coperti dalla neve.
Immaginabile l’incredulità degli avaneri che, quella mattina di 76 anni fa, affacciandosi alle finestre videro, per la prima ed ultima volta, l’Avana sotto un soffice manto di neve…
Per il prossimo viaggio, a scanso di brutte sorprese, mettete in vaglia anche una giacca a vento! (continua)
05 giugno 2008
... e chi di loro l'avrebbe pensato!
Se siete in giro a cercare qualcosa nei negozi prima o poi vi diranno d’andare a vedere al supermercato di “11 y 4” che si trova in quell’angolo del Vedado.
In questa quadra habanera viveva, o almeno aveva il domicilio legale, uno dei più potenti signori della città degli anni ‘50.
Infatti, in calle 4 numero 251 angolo con 11, la casa di fronte alla tienda apparteneva a Julio Lobo Olavarría, probabilmente il numero 1 dei ricchi, almeno come fortuna personale. Era proprietario di zuccherifici, magazzini, una banca (il Banco Financiero), una compagnia aerea ed una di navigazione, un’agenzia d’assicurazioni ed una compagnia petrolifera. Era nato in Venezuela da una famiglia d’origine ebrea convertitasi al cattolicesimo. Arrivato a Cuba da giovane aveva dapprima curato gli interessi paterni, laureandosi ingegnere agronomo negli Stati Uniti. Era un uomo con una memoria formidabile che nella sua vita s’interessò d’arte ed in particolare all’opera di Napoleone, tanto da diventare uno dei maggiori collezionisti di tutti i tempi, come dimostra la sua raccolta che si trova nell’odierno Museo Napoleonico. Non era interessato alla politica, ma comunque subì nel ’46 un gravissimo attentato e pare che il mandante fosse un ministro. In seconde nozze si sposò con una donna bellissima, la tedesca Gilda Kruger, che sembra abbia goduto dei favori dello stesso Hitler. Il matrimonio durò poco, ma costò a Lobo un milione di dollari. La casa ora appartiene al Ministero della Cultura.
All’altro lato della strada, proprio dove ora si trova il negozio, aveva la residenza sua sorella Helena Lobo Olavarría, sposata con Mario Montoro Saladrigas, un'altra coppia milionaria.
Passata la scuola elementare, alla cui costruzione collaborò anche il Che, arrivati già in calle 13, al numero 851, troviamo la casa di Francisco Taquechel Mirabal, proprietario della famosa farmacia di calle Obispo, all’Avana Vecchia.
Proseguendo per 13, costeggiamo i giardini della casa di Ernesto Sarrá Hernández, imprenditore, proprietario, oltre di moltissimi immobili sparsi per la città, della più grande ed antica drogheria, sita in Teniente Rey, all’Avana Vecchia, e della seconda automobile cubana. La casa occupa quasi tutto l’isolato e confina con la parte retrostante della villa di Lobo ed ospita, pensate quindi alla grandezza, gli uffici del Ministero della Cultura. Queste case non sono visitabili, ma se ci date un occhio da fuori vi fate un’idea, il resto, alla fantasia.
04 giugno 2008
Cuba: riso per tutto il 2008
A fine maggio, all'Avana, è girata la "bola" che, da giugno, le due libbre di riso addizionali distribuite nelle bodegas (oltre le cinque e ad un prezzo leggermente più alto) sarebbero state sostituite con farina di mais. Pertanto sarebbe continuata normalmente la distribuzione nelle bodegas di 5 libbre di riso più due addizionali.
Le tranquillizzanti notizie, oltre l'intervento di ispettori statali, hanno fatto sì che il prezzo del riso rientrasse nel parametro massimo stabilito dalla legge di 3,5 pesos/libra e di 4 pesos per il precotto.
Si sono ripetuti, negli ultimi giorni, sia nei giornali che in Tv, articoli dedicati al tema e anche oggi sia il Granma che JR pubblicano articoli sulla produzione nazionale di riso, che le autorità hanno intenzione di rilanciare per ridurre, nel minor tempo possibile, al 50% le quote di riso importate attualmente.
Ieri, come anticipato dai mezzi d'informazione, ho potuto riscontrare che, per il mese di giugno, le bodegas stanno distribuendo normalmente le 7 libbre di riso.
03 giugno 2008
Te la do io Cuba 2!
Mercoledì mattina mi sono risvegliato con una brutta sorpresa. Inavvertitamente, durante la notte, avevo rotto la montatura dei miei occhiali. Fortunatamente le lenti, al lantanio ad alto indice di rifrazione, ovvero ultrasottili vista la mia elevata miopia, erano intatte. Preciso che senza occhiali sono praticamente una talpa.Dopo l’accurata visita, l’oculista mi ha sconsigliato di rifare le lenti perché l’ottica lavora esclusivamente con policarbonato infrangibile. Il risultato sarebbe stato il classico “fondo di bottiglia” e di poca utilità vista la bassa rifrazione.
Per lo stesso motivo non mi hanno potuto cambiare la montatura, i macchinari non possono tagliare lenti di vetro ma solo di plastica…
Su consiglio dei cordiali dipendenti, ho deciso così di fare un paio di lenti a contatto… che mi sarebbero stati consegnati solo dopo due giorni, ovvero venerdì pomeriggio!
Puntuale, dopo le 15 di venerdì sono passoto a ritirarle. L'inconveniente è che devo metterle gradualmente, un ora il primo giorno, due il secondo, tre il terzo fino ad arrivare a 10 ore e ritornare a controllo...
Ho cominciato così un pellegrinaggio tra le varie ottiche in “moneda nacional” per aggiustare i miei vecchi occhiali o in alternativa cambiare montatura.
Solo oggi, martedì, ho trovato un tecnico che, a mio rischio e pericolo, si è detto disponibile a adattare le mie lenti ad una nuova montatura.
Risultato: finalmente, dopo 7 giorni, ho nuovamente gli occhiali…! Quasi quasi il prossimo week-end vado a Guanabacoa... magari in compagnia di Marco Cubanite
30 maggio 2008
A.S. Vedado
Guardo la piscina, manca una porta, l’altra cade da una parte ed è mezza affondata, ma i ragazzi vengono dalla scuola vicina e s’allenano con interesse. Le categorie, come negli altri sport, sono 10-12, 13-14, 15-17. Quest’anno i più piccoli sono arrivati quarti ai campionati nazionali, mancava il cloro e la piscina è stata chiusa per un periodo. In un mese hanno fatto miracoli e sono arrivati secondi nella valutazione tecnica, che comprende anche il comportamento durante la trasferta nazionale. I più bravi, se lo vorranno, passeranno al termine delle elementari, cioè al sesto grado, direttamente alla scuola provinciale dell’Avana dell’Est, l’EIDE. Più avanti, se saranno giocatori d’interesse nazionale all’INDER, il nostro ISEF. Stanno usando palloni cinesi, Cuba ne ha comprati 1.500. Oggi i piccoli sono in castigo, non s’alleneranno, l’ultimo allenamento hanno fatto troppa confusione. ¡Ay, los polistas!
27 maggio 2008
23 y 12
Se avevo scelto calle 12 perché mi è familiare, ora Massimo e mia moglie mi ricordano un fatto storico legato a questa via. È infatti all’angolo con la famosissima 23 che il 16 aprile 1961 venne dichiarato il carattere socialista della Rivoluzione. Oltre al suo valore storico, vale la pena di ricordare che in questa zona si trova la sede dell’Istituto Cubano dell’Arte e dell’Industria Cinematografiche (ICAIC), la prima istituzione culturale creata dalla Rivoluzione, nel marzo del 1959. L’ICAIC promuove ed organizza importanti manifestazioni, fra tutte il Festival Internacional del Nuevo Cine Latinoamericano che si svolge all’Avana dal 2 al 12 dicembre. La passione dei cubani per il cinema è nota ed ha origini antiche. La capitale cubana è infatti una delle prime città latinoamericane ad accogliere, il 15 gennaio 1897, quella novità tecnologica chiamata Cinematografo, introdotta a Cuba da Gabriel Veyre, rappresentante dei fratelli Lumiére. La prima funzione pubblica fu rappresentata il 24 febbraio dello stesso anno in Prado 126, tra San José e San Rafael. Qualche giorno prima, lo stesso Veyre aveva filmato nella caserma dei pompieri dell’Avana la prima pellicola girata a Cuba, di un solo un minuto, ed intitolata "Simulacro de un incendio". Quello che viene definito “il primo tentativo cinematografico reale a Cuba” è del 1906 e lo filma invece il cubano Enrique Díaz Quesada. La storia del cinema cubano continua, ma la vera svolta si ha con la Rivoluzione. Con la legge 169, nasce l’ICAIC, diretta da Alfredo Guevara, dove collaborano autori di grande spessore tra i quali Tomás Gutiérrez Alea (Titón) autore dei famosi Memorias del Subdesarrollo (Memorie del sottosviluppo, protagonista Sergio Corrieri) e Fresa y Chocolate (Fragola e Cioccolato, con Jorge Perrugorria), Santiago Álvarez ed il maestro Leo Brower che alla guida del Gruppo di Sperimentazione Sonora accolse musicisti del calibro di Pablo Milanés e Silvio Rodríguez. Ma la passione dei cubani per il cinema persiste ai giorni nostri, basta vedere quante persone aspettano fuori dalle sale ad ogni nuovo film e quanti studenti arrivano da tutto il mondo per imparare quest’arte alla Scuola Internazionale del Cinema di San Antonio de los Baños, fondata da Gabriel García Marquez e Fernando Birri.26 maggio 2008
Si avvicina la "temporada ciclonica"
(Fidel Castro e José Rubiera in una foto del 2004)Tra appena 5 giorni, il 1 giugno, avrà inizio ufficialmente la “stagione ciclonica 2008”, che si estenderà fino al 30 novembre.
José Rubiera Torres, direttore del centro pronostici dell’Istituto di Meteorologico di Cuba, ha annunciato che, nel corso della stagione, ci potranno essere cicloni “più intensi e piovosi”, anticipando che il primo si chiamerà “Arthur”, secondo la lista alfabetica dei nomi scelti per identificarli.
24 maggio 2008
Linea y 12
23 maggio 2008
L'Avana, Prado y Neptuno ieri ed oggi...
Ecco due foto dell’Avana, scattate ad oltre 50 anni di distanza, che ritraggono l’incrocio tra il Prado e calle Neptuno.
L’edificio sulla sinistra, dal 1885 ospita l’Hotel Telegrafo che, in precedenza, si trovava in calle Amistad.
Di fronte all’hotel, sulla destra, da diversi anni, è aperto il ristorante italiano “Prado y Neptuno”. Ci sono stato una sola volta, ma la pizza non era niente male!
Intanto la famiglia di “Pensieri Avaneri” cresce! Tra qualche giorno, infatti, conterà anche con gli "appunti randagi" di un altro italiano residente a Cuba.
Buon fine settimana a tutti!
22 maggio 2008
Chef Smith: la cucina tropicale afrodisiaca
Qualche giorno fa, all’Avana, nella libreria di fronte al Capitolio, ho comprato un libro del famoso chef cubano Gilberto Smith, dall'interessante titolo “Fuego al Fuego: cocina tropical afrodisiaca”.
Per chi non lo conoscesse, Gilberto Smith è sicuramente il cuoco cubano più famoso nel mondo. Ambasciatore gastronomico di Cuba, membro di numerose associazioni internazionali, è chiamato il “Mago delle Salse”.
Ha cucinato, tra i tanti, per Fidel Castro, Juan Carlos I, Gabriel García Márquez, Alejo Carpentier, Jacques Chirac, Francois Mitterrand, Leonid Brežnev, Mikail Gorbaciov, Alicia Alonso e per la nostra Claudia Cardinale.
Prima del 1959 era il cuoco del mafioso Meyer Lansky, mentre il generale Fulgencio Batista lo corteggiò – senza successo - per averlo come primo cuoco al Palazzo Presidenziale.
Tante le ricette “afrodisiache” proposte da Smith, alcune semplici altre molto elaborate. Vi propongo oggi una delle più facili...
AGUACATES DEL GRAN GUSTO (6 persone)
- 3 avocado maturi, ma sodi
- 2 patate di media grandezza
- 1 mazzo di fagiolini
- 1 cipolla grande
- 1 peperone rosso
- 2 uova sode
- 3 spicchi d’aglio grandi
- 1 tazza di maionese
- 2 cucchiai di aceto
- un cucchiaino di pepe nero macinato
- ½ cucchiaino di sale
- 2 fette di prosciutto cotto (opzionale)
21 maggio 2008
L'Avana: el Caballero de Paris
Chi ha visitato l’Avana Vecchia avrà notato, nelle immediate vicinanze del Convento di San Francesco di Assisi, la statua di uomo dalla folta barba e la lunga chioma. E’ il Caballero de Paris.
Il suo vero nome era José Maria Lopez Lledìn ed era arrivato all’Avana, proveniente dalla Spagna, il 10 dicembre 1913, all’età di 12 anni, a bordo della nave tedesca “Chemnitz”.
Era un “vagabondo stravagante”, molto conosciuto nell’Avana degli anni '50. Girava la città salutando tutti e parlando di tutto, dalla filosofia alla politica.
«Il Caballero non chiedeva elemosina, accettava soldi solo dalle persone che conosceva, alle quali, a sua volta, dava un regalo», racconta la giornalista Mireya Castañeda.
Incerta l’origine del suo soprannome, legata in parte ai lunghi capelli, alla barba e al modo di vestire, che ricordavano un cavaliere d’altri tempi.
«Il Caballero fu sempre evasivo, una volta diceva che derivava da una novella francese, un’altra che avevano cominciato a chiamarlo così nel “Marciapiede del Louvre», continua ancora Castañeda.
C’è chi dice che, per un tempo, da giovane, lavorò nel ristorante “Paris” e che i clienti avevano cominciato a chiamarlo il “Caballero de Paris”.
I suoi problemi mentali ebbero origine negli anni '20, quando fu ingiustamente detenuto nel Castillo del Principe.
Dopo 50 anni di vagabondaggio per la città, le autorità preoccupate per il suo stato di salute, nel 1977, lo ricoverarono all’Ospedale Psichiatrico di Mazorra, L’Avana.
Il Caballero morì l’11 giugno 1985, prima di esalare l’ultimo respiro – raccontarono i medici – disse: «Già non sono più il Cavaliere di Parigi. Questi non sono tempi per aristocratici».
La statua che lo raffigura camminando, inaugurata nel 2001 e a cui la gente tocca la barba come augurio di buona fortuna, è opera dello sculture cubano José Villa Soberon.
20 maggio 2008
L'Avana: il ponte dell'Almendares

Il ponte fu progettato nel 1905, quando Emilio Nuñez, generale dell’Esercito Libertador, era il governatore della città.
Il secondo intervento nordamericano a Cuba, su richiesta dell’allora presidente Tomas Estrada Palma, ostacolò l’inizio dei lavori che cominciarono solo il 1 dicembre 1908, quando era governatore il generale Ernesto Asbert.
«L’opera disponeva di un finanziamento iniziale di 179.482 pesos, ma variazioni in corso d’opera fecero aumentare il costo finale di 80mila pesos in più», racconta il giornalista cubano Ciro Bianchi Ross.
Nell’agosto del 1910, l’Havana Electric fu autorizzata ad istallare un doppio binario per il transito dei tram. La linea rimase attiva fino al 1952, quando il servizio fu sospeso e il ponte fu ampliato e ripavimentato (come si vede nella foto).
Nel 1921, sempre sul fiume Almendares, fu inaugurato il ponte di Pote, per collegare il Vedado con la Quinta Avenida di Miramar.
16 maggio 2008
L'Avana rende omaggio al cinema italiano
L’Avana rende omaggio a due grandi del cinema italiano: Anna Magnani e Giuseppe Tornatore.
La Sala Video Charlot, calle 23 e/ 10 e 12, al Vedado, in occasione del centenario della nascita della grande attrice italiana Anna Magnani, proietterà, tutti i giorni, da domenica 25 a sabato 31 maggio, alcuni dei suoi indimenticabili film: Roma Città Aperta, L’Amore, Bellissima, Mamma Roma e Roma.
Il Cinema Chaplin, da martedì 20 a venerdì 23 maggio, sempre in calle 23 e/ 10 e 12 (è la stessa struttura), dedicherà il ciclo “Registri Contemporanei” al nostro Giuseppe Tornatore. Saranno proiettati i film Nuovo Cinema Paradiso (versione integrale con 51 minuti in più), Una pura formalità, La leggenda del pianista sull’oceano (tra i miei preferiti) e Malena.
Tutti i film, sia della Magnani sia di Tornatore, saranno proiettati in lingua italiana con sottotitoli in spagnolo.
Dispiace che nessuno dei due eventi sia stato patrocinato dalla nostra Ambasciata. Tra i ringraziamenti degli organizzatori figura, invece, quella del Messico.
Spero proprio di riuscere a trovare un pò di tempo per andarci...
15 maggio 2008
L'Avana del '50: il Cabaret Montmartre
L’Avana degli anni ’50 aveva numerosissimi centri notturni tra cabaret, casinò e circoli sociali. Alcuni, come il Tropicana e il Parisienne, sono ancora in funzione ai nostri giorni.
In questa occasione scrivo del Cabaret Montmartre, di cui, tempo fa, un amico del blog mi chiedeva informazioni.
Il Montmartre si trovava in 23 y P, al Vedado, aveva 3 bar, un ristorante e casinò.
Il proprietario, ufficialmente, era il deputato Indalecio Pertierra, che inoltre controllava l’Oriental Park, o Ippodromo di Marianao, e il ristorante Jocky Club, dove spesso pranzava il noto mafioso Meyer Lansky.
La giornalista Katherine Hirschfeld, nel suo libro “Health, Politics, and Revolution in Cuba Since 1898”, scrive «Meyer Lansky e i suoi subordinati controllavano i casinò del Jocky Club e del Cabaret Montmartre insieme a cubani come il parlamentare Indalecio Pertierra».
Ma i rapporti con la mafia venivano da lontano. «Lucky Luciano e Frank Costello – svela la giornalista – pagarono al congressista Indalecio Pertierra una tangente di 50.000 dollari per il casinò dell’Hotel Presidente».
Sempre Pertierra, dopo un fallito attentato a Lucky Luciano nel dicembre del 1946, ottenne che la Polizia del Palazzo Presidenziale assegnasse al capo di tutti i capi due guardaspalle.
Ritorniamo, però, al Montmartre. Gli ospiti del locale, mentre ascoltavano l’esibizione di orchestre, cantanti o spettacoli musicali - solitamente due, il primo alle 22.30 e l’ultimo alle 1.30 - potevano cenare o fare spuntini veloci. Da un menù dell’epoca leggiamo che un “sandwich di caviale” o “l’aragosta alla Newburg” costavano 1,25 $, mentre il “sandwich club” 0,90 $.
Tanti musicisti e cantanti famosi si esibivano al Montmartre, sia cubani, come Tata Güines, sia stranieri, come la francese Edith Piaf, che si esibì dal 25 gennaio al 7 febbaio 1957. Per l’occasione, lo spettacolo in diretta dal Montmarte venne trasmesso dall’emittente CMQ, nel corso del programma “Jueves de Partagàs”.
Pochi mesi prima, un fatto di cronaca aveva chiamato l’attenzione sul noto locale. Il 27 ottobre 1956, mentre usciva dal Montmartre, era stato giustiziato, dai componenti del Directorio Revolucionario, il colonnello Antonio Blanco Rico, allora capo del Servicio de Inteligencia Militar (SIM) di Batista.
14 maggio 2008
Vicini all'Avana...
Tra i primi posti dell’italiche liti condominiali ci sono: rumori ed odori molesti, l’automobile parcheggiata fuori spazio e i balconi che gocciolano. Lo riferisce oggi il Corsera nell'articolo «Guerre di condominio», riprendendo la speciale classifica stilata ad hoc dall’ANAMI, l’Associazione Nazional-europea Amministratori d’Immobili.In una simile classifica, anche a Cuba, i rumori conserverebbero la pole position.
All’Avana, lo premetto, non vivo in un condominio ma, vista le vicinanze con le altre case, gli effetti sono simili. Con i miei vicini cubani non ho avuto, fino ad ora, nessun tipo di problema. Sono sempre gentili, affabili e disponibili.
Tre di loro, però, ogni week-end, si impegnano in una singolare gara. Il vincitore è chi con il volume del suo stereo copre quello degli altri. E giù decibel e decibel di reggaeton da un lato, di salsa da un altro ed io nel mezzo...
La cosa – vi assicuro – non è per nulla piacevole. Il volume, o meglio i volumi, così alti, mi hanno costretto, alcune volte, a dover chiudere porte e finestre per poter seguire un film alla tv.
Per fortuna, tra pochi giorni, monterò il condizionatore... e almeno un problema lo risolvo!
12 maggio 2008
L'Avana: il trasporto pubblico
Un amico del Blog mi ha chiesto, sul Forum Barrio de Cuba, alcuni chiarimenti sui trasporti pubblici dell’Avana. Eccoli qui.Per tutti gli autobus di linea, articolati o non, il costo del biglietto è di 40 centesimi in moneta nazionale. Prima, i vecchi camellos costavano 20 centesimi.
Non esistono prevendite né macchine obliteratici, il biglietto, negli autobus non articolati, contrassegnati esclusivamente da numeri, si compra direttamente dal bigliettaio a bordo, come era anni fa dalle nostre parti.
Nei nuovi camellos, i bus articolati distinti da una P e un numero, i 40 centesimi vanno versati in una cassetta posta al lato del conducente. Dimenticate il resto se non avete l'importo esatto.
Ci sono poi i TaxiBus, autobus in funzione su tratte fisse, che fanno un minor numero di fermate con un tempo di percorrenza minore, il cui costo è di 1 peso, da pagare, in questo caso, al conducente.
Le notizie sui trasporti pubblici della capitale si possono consultare sul sito della Tribuna de la Habana.
09 maggio 2008
Il lato positivo delle cose
Ieri pomeriggio, ore 16 cubane, uscito dal lavoro, ho preso al volo, o quasi al volo prendeva me, alla fermata di Cerro y Boyeros dell’Avana, uno dei nuovi “camellos” articolati della cinese Youtong, un P14 che circola sulla tratta San Augustin – Parque de la Fraternidad.Temperatura esterna 32 gradi, umidità vicina all’80%. L’autobus – a dirvi la verità – non era pieno: era stracolmo. Si sarebbe detto popolarmente dalle mie parti, pieno come un uovo di papera. Sarebbero potute entrare, in più, solo 5 mosche, 4 zanzare, 3 moscerini e 2 formiche. Lo prendo quasi tutti i giorni ma è la prima volta che lo vedo così pieno.
Provate ad immaginare le condizioni interne. Se non ci riuscite ve lo spiego io: temperatura incalcolabile, forse vicina al punto di fusione del tungsteno, umidità relativa al 100%, numero di persone troppe!
Dopo 7 fermate, circa mezzora di viaggio con un gomito nella schiena ed uno zainetto nello stomaco, sono sceso alla Plaza de Marianao completamente inzuppato, come appena uscito da una sauna. Con i 32 gradi dell’esterno, quasi avevo freddo!
Il trattamento in sauna rodante, con tanto di musica, gomito e zainetto, mi è costato solo un peso, quanto avrei speso in una SPA italiana…? No es facil!
07 maggio 2008
L'Avana, l'acquedotto de Albear
Nell'Avana del 1870, i due acquedotti esistenti, la Zanja Real e il Ferdinando VII, inaugurato pochi decenni prima, erano insufficienti per il rifornimento idrico della città che cresceva a ritmi vertiginosi. Si rese necessaria l’inaugurazione di una terza opera idraulica, che fu affidata al Generale avanero don Francisco de Albeard, Brigadiere del Corpo d’Ingegneri Reali, Vice presidente dell’Accademia Reale di Scienze Mediche, Fisiche e Naturali dell’Avana e membro di diverse ed importanti istituzioni d’Europa ed America.
Il progetto conquistò la Medaglia d’Oro all’Esposizione Universale di Parigi nel 1878, quale Opera Maestra dell’Ingegneria Universale del XIX secolo.
Inaugurato nel 1893, l’acquedotto de Albear è stato sottoposto ad ampliamenti nel 1908-14, 1925-31, 1947-48. Grazie al finanziamento ricevuto dall’Agenzia Spagnola di Cooperazione Internazionale, nel 2000, sono cominciati i lavori di recupero ed il 22 luglio 2002 è stato inaugurato per la seconda volta.
Oggi, con oltre 100 anni, questa meraviglia dell’ingegneria cubana continua a svolgere il suo compito, fornendo il 12% dell’acqua che consuma la popolazione dell’Avana. Da qualche mese l'Acquedotto de Albear è stato dichiarato Monumento Nazionale.
06 maggio 2008
Cuba: un sigaro da guinness
Il record del sigaro più grande del mondo non poteva non appartenere ad un cubano. Il detentore, infatti, è l'avanero Josè Castelar Cairo, detto Cueto, che, tre anni fa, ha prodotto un sigaro - ascoltate bene - di ben 20,41 metri di lunghezza!Cueto, 64 anni, che lavora come "torcedor" nel negozio specializzato in sigari cubani della Cabaña, non contento dei suoi tre primati inseriti nei Guinnes (11,04, 14,80 e 20,41 metri), ha deciso di superarsi nuovamente e tentare l’ennesimo record!
Sede della sfida - già in corso da sabato scorso - è il Padiglione n. 3 dell'antica fortezza di San Carlos de la Cabaña, L’Avana, dove contestualmente si sta svolgendo la Fiera Internazionale del Turismo FITCUBA 2008, alla quale l'Italia è il paese invitato. I visitanti della FIT potranno anche ammirare Cueto al lavoro, mentre i notai londinesi della casa editrice del libro controllano sul posto lo svolgimento della sfida, raccogliendo dati, foto e dettagli del sigaro per poi inviarli a Londra.
Il tabacco utilizzato per l’Habano Universal, questo il nome del sigaro, proviene dalle famose fattorie di Vueltabajo (Pinar del Rio) e il campione sarà aiutato da due assistenti. La parte più difficile dell'impresa - ha spiegato Cueto - sarà sistemare la "capa" (la parte esterna) al sigaro gigante", operazione che comincerà domani per finire solo venerdì. In bocca al lupo!
Cueto ha stabilito il nuovo record con un sigaro di 45,38 metri, impiegando ben 42 chilogrammi di tabacco delle fattorie di San Juan e San Luis, Pinar del Rio, e "capas" regalate dalle note fabbriche di sigari Partagas e H. Upman. Auguri! (Aggiornato il 9 maggio)
-2008-06-18.jpg)

