08 aprile 2009

Miscellanea, rassegna di cinema italiano

Ricevo e pubblico:

Società Dante Alighieri

Comitato dell'Avana

PRESENTAZIONE

I titoli che compongono la rassegna di cinema italiano “MISCELLANEA”, che si terrà presso la Società Dante Alighieri a partire da mercoledì 25 marzo fino al 24 giugno, hanno come proposito quello di presentare nel breve arco di tempo di soli tre mesi, una veloce ma esaustiva panoramica riguardo alla produzione cinematografica italiana dagli anni 40 all’attualità, ponendo particolare attenzione alle tematiche trattate dagli autori in riferimento sopratutto agli aspetti universali della vita- FAMIGLIA-SOCIETÀ-POLITICA-MISERIA-RIBELLIONE-TENEREZZA-GUERRA-AVVENTURA-MALATTIA-LAVORO-POESIA-FIABA ecc.- in modo da permettere agli spettatori di compiere quelle “fondamentali associazioni”, proprie del cinema, con le realtà di oggi e di sempre.
Ogni mercoledì, senza un ordine cronologico, in MISCELLANEA verranno proposti autori e pellicole di livello, selezionate ad hoc per fare in modo di mantenere viva la risposta e il gradimento del pubblico. Le proiezioni avverranno ogni mercoledì alle 2.00 pm.
Con l’augurio di ottenere il vostro entusiasmo e piacere, auguriamo a tutti “BUON CINEMA!”.

Dirección: Callejón de Espada #14B e/ Chacón y Cuarteles. H Vieja / Telef: 860 4215

IL PROGRAMMA COMPLETO

MISCELLANEA

RASSEGNA DI CINEMA ITALIANO (APERTO A TUTTI)

Quota d'iscrizione annuale 30 pesos MN

(A cura del Prof. Michele Salvago e Prof. Luciano Castillo)

25 marzo La Stanza del Figlio di Nanni Moretti

1 aprile Accattone di Pierpaolo Pasolini

8 aprile Una giornata particolare di Ettore Scola

15 aprile Germania anno zero di Roberto Rossellini

22 aprile I pugni in tasca di Marco Bellocchio

29 aprile Padre padrone di Taviani

6 maggio Giù la testa di Sergio Leone

13 maggio Professione reporter di Michelangelo Antonioni

20 maggio Buongiorno notte di Marco Bellocchio

27 maggio Non ti muovere di Sergio Castellitto

3 giugno Pinocchio di Roberto Benigni

10 giugno La voce della Luna di Federico Fellini

17 giugno Novecento (prima parte) di Bernardo Bertolucci
24 giugno Novecento (seconda parte) di Bernardo Bertolucci

06 aprile 2009

La Quinta Durañona di Marianao

Percorrendo l’Avenida 51, già Calzada Reale de los Quemados e Calzada di Marianao, all’angolo con calle 118, civico 11805, mi ha sempre incuriosito un imponente edificio, di notevole pregio architettonico ma dalla facciata chiaramente mutilata, che occupa quasi l’intero isolato.

E’ la “Quinta de las figuras”, ribatezzata poi “Quinta Durañona”, fatta costruire, nel 1860, da José Morales de los Rios sul terreno acquistato a Don Ignacio Vildasola il 19 dicembre 1859, per un prezzo di 8.412 scudi.
La casa, segnalata allora al n. 105 della Calzada Real de los Quemados, fu in seguito ipotecata a favore di Don José Sedano e cambiò proprietario in diverse occasioni negli anni 1864, 1868 e 1869, quando fu acquistata da Doña Antonia Otamendi de Durañona, residente a Marianao in Calle del Rey (oggi 116) ad un prezzo di 14.737 pesos.
La Quinta, il 28 settembre 1899, passò in eredità a
Don Francisco Marcial Durañona, ricco imprenditore d’origini spagnole, proprietario sempre a Marianao del “Central (zuccherificio) Toledo”, del “Tejar Toledo”, una fabbrica di tegole, e socio dell’impresa ferroviaria “Marianao-Havana”. Il nome Toledo si deve al fatto che i Durañona erano originari di questa città della Mancha.
Alla fine della guerra d’indipendenza, nel 1898, durante l’occupazione americana, la Quinta ospitò, fino al 1901,il Quartiere Generale dell’Esercito nordamericano e la residenza del generale
Fitzhugh Lee, governatore militare dell’Avana e di Pinar del Rio. Nella foto in basso, infatti, scattata nel 1900 è possibile notare la bandiera statunitense che sventola sulla casa.

Il 22 agosto 1906 fu venduta da Don Francisco Marcial a Don Manuel Parajon y Cocio, originario delle Asturie, al prezzo di 20mila pesos d’oro della zecca spagnola.
Sempre nel 1906, la fraudolenta rielezione del primo presidente della Repubblica,
Tomas Estrada Palma, causò un’insurrezione e l’arrivo di truppe statunitensi che controllarono Cuba fino al 1909. Durante questi tre anni la Quinta Durañona fu la sede del governo d’occupazione USA.
Il 21 maggio 1907, Don Manuel Parajon vendette la villa a
Nicolas Altuzarra y Ruiz, spagnolo residente all’Avana in Calle Prado n. 66, ad un prezzo di 55mila pesos d’oro.

A partire dal 29 giugno 1913, il neoeletto presidente, il generale Mario Garcia Menocal, la trasformò nel Palazzo Presidenziale d’Estate. A quell’epoca ancora la presidenza era ospitata nel vecchio Palazzo dei Capitani Generali, all’Avana Vecchia. Non era stato ancora costruito i Palazzo Presidenziale, oggi Museo della Rivoluzione, originariamente ideato come sede del governo provinciale dell’Avana, ed inaugurato dallo stesso Menocal nel 1920.
Nel 1919 la Quinta ospitò il
Sanatorio del Centro Castellano. L’edificio subì alcune modifiche interne senza però modifiche allo stilo della costruzione iniziale.
Nel 1937 fu sede di manifestazioni, riunioni, serate di beneficenza e di solidarietà con popolo spagnolo durante la Guerra Civile, e il primo gennaio di quello stesso anno vi fu fondato il Comitato Locale pro Primo Maggio.

Successivamente fu la sede di un’Accademia d’Arti Manuali, del Collegio Maschile Claudio Dumas e nel 1943 della Scuola Normale per Maestri dell’Avana. Nel 1952, ospitò, al piano terrà, la macelleria “La Favorita” ed un ristorante economico, mentre ai piani alti un laboratorio tessile.
Dopo il trionfo della Rivoluzione ha ospitato il
Museo di Marianao, il Tacchificio Carlos Rodriguez Gareaga, mentre le pertinenze l’Impresa Provinciale delle attrezzature gastronomiche e, al fondo, alcune abitazioni.

Dal 1993 ospita il Centro Prodanza di Cuba, diretto da Laura Alonso, che dispone di sei saloni da ballo, uffici, camerina, la mensa, sala video e registrazioni. La villa ospita anche una scuola professionale ed una vocazionale,frequentata da studenti di Marianao, Playa e La Lisa.
Gli anni e l’incuria hanno irrimediabilmente cancellato la bellissima facciata di questa villa, tanto da renderla irriconoscibile, ma non la sua centenaria storia.


18 marzo 2009

L'Avenida 51

L’Avenida 51 è la strada che percorro tutti i giorni per recarmi da casa al lavoro e viceversa. Stamattina, era avvolta da una nube di fumo bianco, della quale ignoro l’origine.
E’ sicuramente tra le strade più trafficate dell’Avana, specialmente nelle ore di punta, tanto che chi vive tra La Lisa e Marianao, per recarsi all’Avana, preferisce spesso by-passarla, percorrendo la Quinta Avenida o 31, per poi immettersi sul Malecon.
Per me, invece, almeno fino all’incrocio con l’Avenida Independencia, è un percorso obbligato.

16 marzo 2009

Campagna cubana

Grazie al bel tempo, sono riuscito a passare qualche ora nella campagna cubana, appena fuori l’Avana. Venerdì sveglia alle 5 e, in compagnia di alcuni colleghi di lavoro, mi sono recato nella nostra “fattoria di autoconsumo”, ovvero dove si producono parte degli alimenti (ortaggi, frutta, carne e derivati) che quotidianamente mangiamo a mensa, per aiutare, nelle più svariate mansioni, il personale che vi lavora.
Un bella giornata, nonostante il forte sole e l'insolita occupazione, ripagata sicuramente dall'ottima compagnia e dall'amenità del paesaggio. Ho fatto poi la singolare esperienza di "guidare" - come vedete dalla foto - Ojinegro (a sinistra) e Palomo (a destra).

10 marzo 2009

CIAO...

di Stefano Pasqualon


Se è vero che la fortuna è cieca, è noto che la sfortuna ci vede benissimo. Non so se voi credete in qualche ismo, se siete religiosi, fatalisti o altro, però la vita manda i suoi segnali e credo bisogna interpretarli come nella smorfia. Nello specifico, avevamo deciso di finire una volta per tutte i lavori della casa con il cambio del lavandino del bagno. Il governo domestico, di stampo socialdemocratico norvegese, cioè con un Presidente del Consiglio donna, altre due Ministre importanti ed un Ministro senza portafoglio (il sottoscritto), aveva deciso così; punto. La cosa parte male perché montato il marmo, recuperato in uno dei traslochi, il lavandino viene posto non in linea con gli scarichi. Durante una pausa parlamentare la Ministra più giovane rompe, forse per protesta, lo specchio; non interviene la “Celere”, ma ci siamo andati vicini. Dopo il rimpasto di governo, chiamiamo un amico idraulico che inizia il recupero del lavoro fatto con i piedi, scoprendo che una presa elettrica si trova troppo vicino allo scarico e quindi bisogna levarla. Prende lo scalpello e dopo aver aperto un buco che crea una “finestrella” sulla camera da letto, estrae la scatola. Mentre spostiamo l'armadio per mettere il cemento, una gambetta del mobile cede e le porte non si chiudono più. Mentre stiamo già pensando che forse dovremmo andare al Rincón a farci benedire, improvvisamente il lavandino si stacca dal marmo e si frantuma: la resina non ha tenuto. Per fortuna che l'idraulico non aveva finito e nessuno stava utilizzando i servizi. Inizia la ricerca di un nuovo lavandino e di tutto il necessario a terminare il benedetto lavoro. Per inciso, qui la maggioranza degli artigiani viene solamente con la propria esperienza e mestiere, la ricerca del materiale, molte volte anche degli attrezzi, è a carico del cliente. Quindi, alternando lavoro e famiglia, ci mettiamo ancora una volta in questa incredibile situazione, setacciando tutti i negozi di ferramenta possibili ed immaginabili. L'inghippo pare sia risolto alla fine grazie al sito revolico.com, dove si trova dallo spillo all'elefante. Non perdiamo la calma, siamo nei giorni dell'undicesimo anniversario di questo governo femminista (il matrimonio) e quindi ci prendiamo una serata per festeggiare al “Piccolo” di Guanabo, dove ritroviamo un ambiente mediterraneo e stacchiamo la spina da settimane di duro lavoro. Su questo apro una dovuta parentesi: chi si è fatto l'idea che Cuba sia solo “fiesta e pachanga” si sbaglia. Tornato a casa, quando le “scandinave” vanno a letto, accendo un secondo la tele per vedere cosa fa l'Italia di baseball contro il Venezuela. Con molti Tony, al posto di Antonio, ma sicuramente con sangue nostrano, stiamo tenendo testa ad una potenza della pelota. Non so se è un caso, ma al 5° inning, quando il nostro lanciatore cala, vedo con la coda dell'occhio un topo in cucina. È la prima volta che ne entra uno, perché la Ministra della Sanità è al limite del fanatismo. Iniziamo una caccia serrata, ma l'infido si mette sotto il forno e non riusciamo a stanarlo. Nonostante l'ora tarda, grazie alla solidarietà degli amici, ci procuriamo del veleno e lo mettiamo in posti strategici. Arriviamo alla conclusione che è entrato proprio dallo scarico del futuro lavandino. Pensate quanto ci è costato lo sbaglio del primo artigiano, se così vogliamo chiamarlo. Durante la notte, l'intruso esce, lo sento muoversi, si mangia il veleno e crediamo, o meglio speriamo, che sia andato nel paradiso topesco per la stessa strada da dove era venuto. La prendiamo con una certa rassegnata filosofia e puliamo tutta la casa dalla C alla A, aspettando che l'avvenire ci porti un sole nascente senza topastri e sigilliamo lo scarico.

Bene, dopo queste avventure avanere, vi comunico che i miei post finiscono, perché non ho proprio più tempo. È stata un'esperienza bella ed interessante. Ringrazio Massimo per lo spazio che mi ha concesso per queste piccole ricerche sulla nostra città e tutti gli amici che hanno letto almeno una volta le “monate” che ho scritto. Con il Direttore è nata un'amicizia che parte da posizioni diverse, ma che indica la tolleranza come valore assoluto. D'altronde veniamo da un Paese disunito, incasinato, litigioso, ma profondamente democratico e libertario. L'ultimo pensiero all'Avana, questa bellissima città, probabilmente una delle più belle del mondo, che mi aiuta tutti i giorni a vedere le cose un po' più rosa.

05 marzo 2009

Giorni di duro lavoro


Mi spiace deludere i nostri fedeli lettori, ma non stiamo latitando né dormendo, semplicemente, in questi giorni, sia per me sia per il buon Stefano, c'è tanto lavoro e poco tempo da dedicare al blog.
In attesa di tempi migliori e sperando di poter riposare un pochino durante il fine settimana, vi lascio una foto del primo compleanno di Giovannino, festeggiato sabato scorso.

23 febbraio 2009

Los dioses rotos...

Nel week-end ho visto un film cubano che mi ha davvero impressionato positivamente: "Los dioses rotos", del regista Ernesto Daranas Serrano.
Nel film, Laura (Silvia Aguila), una professoressa universitaria, sta svolgendo una ricerca sul famoso "protettore" cubano Albero Yarini y Ponce de León, assassinato dai rivali francesi che controllavano l'affare della prostituzione nell'Avana dei primi anni del '900 e di cui abbiamo già parlato.
Interessata a dimostrare l'attualità del leggendario personaggio, s'addentra in una zona complessa della realtà dell'Avana e conosce personaggi di un mondo a lei estraneo e pericoloso: Alberto (Carlos Ever Fonseca), Rosendo (Hector Noas) e Sandra (Annia Bu Maure), dando vita ad una serie di situazioni che s'intrecciano, sempre di più, con la vita e la morte di Yarini.
Non la solita commedia, ma un film che fa pensare.
Los dioses rotos ha vinto i Premi del Pubblico, della Critica Cinematografica e Culturale al XXX Festival del Nuovo Cinema Latinoamericano dell'Avana.

18 febbraio 2009

La Fiera del Libro 2009


Approfittando del fatto che il tempo è notevolmente migliorato e che oggi - inspiegabilmente - ho finito di lavorare molto presto, faró un salto alla Fortezza del Morro-Cabaña, sede principale della XVIII Fiera Internazionale del Libro 2009.
Dal 12 febbraio ad oggi - leggevo proprio oggi - 265mila cubani hanno visitato la Feria e sono stati venduti - tra la sede principale e le secondarie, tra cui il PABELLON CUBA della centralissima Calle 23 - oltre mezzo milione di libri.
La Feria, all'Avana, chiuderà il 22 febbraio, per poi cominciare un percorso itinerante tra i capoluoghi di provincia.
Sul sito ufficiale della Fiera è possibile consultare la rassegna stampa ed il programma, mentre dalla pagina speciale del Granma dedicata all'evento è possibile scaricare, in formato pdf, ben 14 dei libri presentati.
Intanto, il cambio odierno del Banco Metropolitano è di appena 1,1291 cuc per ogni euro.

13 febbraio 2009

Attenti alla buca!

Come più volte il caro amico Marco (ormai quasi in volo per un blitz in Italia) ci ha scritto sul suo blog, le strade dell'Avana, a volte, nelle periferie sono un po' insidiose, a causa della presenza di buche.
Quella ritratta nella foto - inviatami da un amico e della quale ignoro l'ubicazione - è sicuramente da primato!


06 febbraio 2009

Coño qué frío!

Lo so che Italia farà molto più freddo, che probabilmente forse starà nevicando, ma per me, qui all’Avana, sta facendo veramente freddo.
Ieri sinceramente il freddo è stato davvero tanto che, oggi, il Granma, titolava: “Vedremo cadere la neve all’Avana?”.

Ecco alcuni passaggi dell'articolo pubblicato a pagina 2: «Basta dire, ad esempio, che nella stazione meteo di Casablanca (L’Avana) alle 10 del mattino la temperatura era di 14,0 gradi, ma la sensazione termica (a causa del forte vento!) era di 6,7 gradi! Sebbene, dopo tre ore, è salita ad appena 16,0°, le persone hanno sopportato in realtà un valore ambientale di 7,5°, ha riferito a questo quotidiano l’ingegnere Miguel Angel Hernández, del Centro Pronostici dell’Istituto di Meteorologia».
Per chi è venuto all’Avana, immaginando di fare una vacanza spiaggia, mare e sole 6,7 gradi sono davvero pochi, non credete?
Nello stesso articolo, viene addirittura intervistato il dottor Ramón Perez, capo del Centro del Clima dell’Istituto, sull’eventualità – visto il freddo - di una nevicata all’Avana.
“Potrebbe verificarsi solo in condizioni molto eccezionali – spiega il meteorologo - perché affinché i fiocchi di neve arrivino a terra senza sciogliersi, la temperatura deve essere al di sotto del punto di congelamento (0 gradi) e nella loro avanzata verso il nostro paese, le ondate di freddo attive che provocano nevicate in America del Nord sono modificate dal calore delle acque del Golfo del Messico e dello Stretto della Florida”.
Come ben sanno i lettori del nostro blog, l’unica vera nevicata all’Avana risale ormai al lontano 28 dicembre 1932

05 febbraio 2009

Jazz all'Avana

di Stefano Pasqualon

Come avete visto, il Direttore ed io, siamo un po’ latitanti per problemi di lavoro. Come dice Marco finché c'è va bene, ma non troppo, aggiungiamo noi due che siamo un po' “vagos” di natura (sempre sudisti siamo...).
Mentre su Linea proseguono i lavori di pittura per rinfrescare un po' gli edifici, e la brigada è arrivata a casa nostra, segnaliamo una manifestazione promossa dall'Istituto Cubano della Musica e cioè la 25ª edizione di Jazz Plaza. Questo importante appuntamento musicale si svolgerà principalmente nella capitale dal 12 al 15 febbraio con alcuni concerti anche al teatro all'aperto Plaza America di Varadero. All'Avana i i musicisti suoneranno nelle abituali sedi del jazz e cioè i teatri Amedeo Roldán, Mella ed i suoi giardini, Astral, Maxim, al Museo de Bellas Artes, al Pabellon Cuba, nel Salon Benni Moré, nella Casa de
la Cultura de Plaza, e nel Patio la Jungla. Saranno presenti i migliori gruppi cubani e diversi musicisti stranieri provenienti da: Inghilterra, Svizzera, Olanda, Svezia, Canada, Brasile, Spagna, Bermudas, Germania, Austria, Argentina, Martinica, Francia, Giappone, USA, Venezuela, ma manca l'Italia e questo un po' ci rattrista. L'evento sarà presieduto dal maestro Chucho Valdés e festeggerà i 36 anni del gruppo Irakere non solo con tantissima musica, ma anche con manifestazioni collaterali tra le quali il 5° Colloquio Teorico. Premettendo che sono tutti gruppi di grandissimo livello, segnaliamo a titolo personale alcune date: la serata di gala del 12 febbraio alle ore 21.00 nel Teatro Mella, dove sarà presente Chucho con il gruppo Akokan Ire; il 14 febbraio il concerto speciale di San Valentino con Omara Portuondo nel Teatro America alle 20.30; il concerto de Los Van Van alla Casa della Cultura de Plaza il 12, alle 20.30 (qui dovete scegliere...); La Charanga Habanera, il 14 alle 22.00 nel Salon Benny Moré. Quel giorno noi non avremo dubbi perché andremo a vedere nel Teatro Amedeo Roldán, l'antico e ristrutturato Auditorium, il gruppo dei nostri amici Habana Sax, capitanati da Jorge Luis ALMEIDA (Sassofono Soprano ed Alto), e composto da altri quattro ottimi sassofonisti: Roberto MARTINEZ (Sassofono Alto e Flauto), Eduardo FERNÁNDEZ: (Sassofono Tenore e Flauto), Evaristo DENIS: (Sassofono Baritono), Mauricio GUTIERREZ: (Percussioni, Timpani, Conga, Batteria). Nell'attesa, potremmo starcene, tempo permettendo, nei giardini di fronte, dove si trova una grande fontana in marmo bianco, ora vuota ed utilizzata dai ragazzi per giocare a calcio (!!!) ed una loggia costruita nel 1800 dal nostro connazionale Luisi, di Pietra Santa. Dietro il teatro, vi è un grande edificio dove visse alcuni anni Maximo Gomez, uno degli eroi delle Guerre di Liberazione Cubane. Se sarete in questo periodo a Cuba un’alternativa alla “fiesta y pachanga” per cui è conosciuta l’Isola, altrimenti gli Habana Sax saranno quest'estate in Europa e stanno cercando contatti per nuovi festival..

26 gennaio 2009

Weekend all'Avana

di Stefano Pasqualon

Com'è un fine settimana avanero? Bene, i miei e quelli del Direttore sono molto simili. Vi racconto l'ultimo.
Il sabato i bambini delle elementari non vanno a scuola, si sono già fatti il tempo pieno fino a venerdì alle 4 e 20, e quindi si dorme un po' di più. La mattina passa tra giochi, rimettere a posto la casa ed andare a fare la spesa. Finalmente nei mercati è tornata la verdura che piace a noi, soprattutto i pomodori (dai 3 a 5 pesos in moneta nazionale), in questa stagione anche molta lattuga, carote, cavoli, mentre sono scomparse le patate, che credo siano quotate ormai in borsa (60 pesos a sacchetto!). Prezzi bassi per l'Europa, non tanto per Cuba.
Il pomeriggio a pattinare ed in bicicletta al parco Lennon tra 13 e 15, dove si trova la famosa statua in bronzo del cantante seduto su una panchina. Il pomeriggio passa veloce, non ci sono pericoli ed alla sera si torna a casa distrutti. Un occhiata al telegiornale, la telenovela su Cubavision oppure, se le forze reggono, il film del sabato.
La mattina della domenica è simile a quella del sabato, ma oggi con una bella variante. La nostra auto è dal meccanico, lo stesso di Marco Cubanite (da cui prendiamo la foto in prestito), e quindi i nostri amici Jorge e Yadira, con la loro bambina, c'invitano ad andare al parco “La Isla de Coco” di 5. Avenida. Se vi ricordate ne abbiamo già parlato, perché un tempo si chiamava Coney Island Park ed era proprietà di una società, il “Sindicato Territorial de La Habana S.A.”, formato dai soci dello studio legale delle 3 C (i dottori José Manuel Cortina García, Carlos Manuel de la Cruz Ugarte e Carlos Miguel de Céspedes Ortiz, detto il Dinamico). Gli stessi erano anche proprietari della vicina struttura balneare “La Concha”.
La zona è molto bella, una volta era Marianao, oggi fa parte del Municipio Playa, quartiere Miramar. La Concha ha una facciata molto bella, un po' lasciato andare l'interno, ma il panorama è da cartolina. Non c'è il sole, ma è meglio perché per usare le strutture un minimo di coda bisogna farla. Si paga tutto in moneta nazionale, 3 pesos per i bambini e 6 per gli adulti, e si possono comprare tutte quelle “schifezze” buonissime, come i popcorn (rositas de mais), lo zucchero filato (algodon de azucar) ecc.. Per i bambini è una pacchia, ma anche per gli adulti non è male e poi, almeno oggi, non c'era ressa. Montati tutti gli “aparatos”, abbiamo deciso di mangiare un panino con un frullato di “fruta bomba” (la papaia) al “Globo”, la tavola calda familiare in pesos cubani che abbiamo già segnalato con il post sulla “frita”, ricordate? Siamo quindi entrati in quella che era la zona esclusiva degli anni '50, il famoso Biltmore, e poi abbiamo preso la strada del ritorno con un salto al parco Almendares, vicino all'omonimo fiume, dove abbiamo comprato un trittico di cartoni animati, i famosi “muñe”, per 50 MN.
Cena all'avanera, cioè leggera e senza accendere troppo i fornelli ed a nanna. Domani riparte la lotta quotidiana.

23 gennaio 2009

Ricerca a freddo

di Stefano Pasqualon

Vestiti un po' più pesanti del solito per l'improvvisa ondata di freddo, abbiamo fatto una ricerca sul campo sui ristoranti del post precedente, con delle conferme e qualcosa di “nuovo”.

Non siamo passati dal Club Palermo, ma abbiamo constatato di persona che il Rancho Luna di L era effettivamente una delle due succursali della Piccola Italia. Ci siamo poi spostati in Consulado ed abbiamo visto che l'altra pizzeria è diventata un asilo. Abbiamo cercato inutilmente il “Frascati”, ma quell'isolato è stato abbattuto ed ora, più o meno, si trova una parte dell'hotel Parque Central. Spostatici nel Vedado, siamo entrati al “Montecatini” (ora con due T), che sicuramente ha perso il suo fascino.
Proseguendo nel Vedado, siamo scesi in Calzada ed ora il “Sorrento” è diventata una casa. Se ne intravede ancora la bellezza della costruzione e gli attuali condomini, avaneri gentili ed ospitali, ci hanno fatto vedere le arcate interne e raccontato dei balconcini, ora scomparsi, che davano un tocco in più a questo edificio che assomiglia vagamente ad un piccolo castello. L'entrata su Calzada è stata ora murata ed è difficile credere che sia stata una pizzeria.

La calle 20 non ha perso però il suo fascino, con case in stile andaluso, o meglio, sorrentine. Questo ristorante-pizzeria aveva un temibile concorrente in calle 22, dove si trovava il ristorante di specialità marinare “Las Culebrinas”. Ora è la sede del maggior fornitore di pesce cubano, ma Enrique Cirules nel suo “La vida di Meyer Lansky en La Habana” (Edizioni Ciencias Sociales, La Habana) ci racconta che era frequentato addirittura da Meyer Lansky.

14 gennaio 2009

Ristoranti italiani all'Avana

Le pagine ingiallite di un vecchio elenco telefonico sono sempre una fonte inesauribile di notizie e curiosità. Così, su quello degli abbonati della città dell’Avana del 1958, ho fatto una veloce ricerca sui ristoranti italiani dell'epoca.
L’inserzione più grande, presente sia nelle “pagine gialle” che nella sezione della “guida turistica” (in inglese), era della Pizzeria, Ristorante, Caffetteria
"La Piccola Italia". Il testo dell’inserzione, rigorosamente in italiano, informava di essere “La prima istallata in Cuba” e di offrire “Tutta la classe di pietanze tipiche italiane”, preparate da “Maestri cucinieri venuti espressamente d’Italia”.
Possiamo dire che era una mini-catena di ristoranti, giacché erano ben due: il primo era in calle Consulado n. 221 ed il secondo in calle L, tra 15 e 17, al Vedado.
Al civico 357 dell’allora Paseo de Martí, ora Paseo del Prado, c’era il
"Restaurante italiano Frascati". L’inserzione non ci dice di più, ma dal nome possiamo azzardare che, probabilmente, offriva cucina tipica laziale.
Al Vedado, invece, in Calzada e 20, c’era
"Il Super Ristorante Italiano Sorrento". “Ogni piatto una specialità”, recitava lo slogan ed offriva “pizza, ravioli, lasagne ed ecc”.
Troviamo poi, sempre nelle stesse pagine, il
"Palermo Club" in calle Amistad n. 252. Non specifica se si trattava o meno di un ristorante italiano, ma visto il nome possiamo inserirlo nell'elenco.
Terminiamo questo breve viaggio con il
“Ristorante Montecatini – Specialista in cucina italiana”, che era in calle 15 n. 152, angolo J, nel Vedado.
Che è stato di tutti questi ristoranti? Leggilo qui...

08 gennaio 2009

Linea e G ieri ed oggi...

Ecco due foto dell'Avana, scattate ad oltre 50 anni di distanza e quasi dallo stesso punto, che ritraggono, nel Vedado, l'incrocio tra Linea e G.
Come possiamo vedere dalla foto il alto, al centro di Calle Linea, c'erano dei binari e proprio a questi deve il suo nome che, completo, era Calle Linea del Ferrocarril.
La storia dei trasporti ferroviari urbani all'Avana ha inizio il 5 settembre 1857 con la costituzione della società "The Ferro Carril Urbano de la Habana" che, dopo due anni quasi, il 4 settembre 1859 effettuò la prima corsa con tram trainati da cavalli. Il primo tram elettrico entrerà in funzione solo il 21 marzo 1901, ma di questo parleremo la prossima volta.

05 gennaio 2009

La Lettera dell'Anno 2009

La santeria, nata dal sincretismo di elementi della religione cattolica con quelli della religione tradizionale yoruba dell'Africa occidentale, è sicuramente una delle pietre angolari della cultura cubana di oggi.
Anche quest'anno i Babalawos (i sacerdoti di Ifa) dell'Associazione Yoruba di Cuba, hanno redatto la lettera dell'anno,
che rappresenta - per questa religione - l'evento più importante e si svolge sia a Cuba che in Nigeria, anche se in date differenti.
Attravero l'Oracolo di Ifa si rendono noti gli orientamenti e le raccomandazioni che bisogna compiere durante l'anno, con il fine di evitare e superare gli ostacoli e le difficoltà. Le cerimonie stabilite per la stesura della Lettera dell'Anno cominciano il giorno 1 per concludere il 30 di dicembre.
Le notizie della prima Lettera dell'Anno a Cuba risalgono alla fine del XIX secolo, anche se non è possibile indicare la data precisa. Con certezza però fu realizzata dal Babalawo Remigio Herrera, Obara Meji, Adeshina, d'origine africana. Nel 1902 la Lettera fu curata da Tata Gaytán, a causa dei problemi di salute di Adeshina, e alla morte di quest'ultimo, nel 1906, Bernardo Rojas, con la tutela di Gaytán, assunse la direzione dell'imporante cerimonia, conservandola fino alla sua morte, avvenuta il 9 maggio 1959.
Ecco il testo originale della Lettera dell'Anno 2009.


CONSEJO CUBANO DE SACERDOTES MAYORES DE IFA
LETRA DEL AÑO 2009

Signo: Ogunda Meji

Profecía: Ire Ichegunota oyale tesi lese Orunmila, (Suerte para vencer las dificultades seguro y firme gracias a Orunmila.) Ponerle Aldimú a Orunmila de 2 cocos con una jícara de agua y dos velas, rogándole varios días.

Gobierna: Elegbara (Elegua)
Acompaña: Oya
Bandera: Roja con ribetes amarillos.

EBO: 1 gallo, 3 gallinas, 2 palomas, tierra de la entrada de un pueblo, miniestras de todo tipo, palillo de dientes, tablita de cedro, 1 anzuelo, pita, tela blanca, 3 flechas, cepa de plátano, un guin, 1 pescado entero, muñecos hembra y macho, 1 sábana blanca, pescado y jutía ahumada, maíz tostado, aguardiente, 2 velas, 2 cocos, opolopowo.

REFRANES DEL SIGNO.
1- Dos personas que luchan por una misma cosa
2- La rama cortada y transplantada se reproduce semejante a su tronco original
3- La discusión saca la luz
4- Saber esperar es de sabio.
5- El cuchillo corta y rasga y la sangre corre.
6- El llanto se vuelve risa y lo perdido aparece
7- Si el machete va al campo corte o no corte hierbas él regresa a casa.

PROHIBICIONES:
-No se puede portar ningún tipo de armas.
- No cruzar fosas, zanjas, huecos, etc.

OBRAS DEL SIGNO.
Baldear la casa con berro, canutillo, paraíso y miel de abeja para vencer dificultades.
Bañarse con frecuencia con hojas de Ceiba.
Regar harina de maíz en los alrededores de la vivienda para lograr desenvolvimiento.
Rogarse de vez en cuando la cabeza con coco y agua.

Nace en este signo:
-La cirugía, la ciencia de la guerra, la energía de la tierra, la hipertensión arterial, la castración, las acciones agresivas, y el saludo a los Babalawos.

RECOMENDACIONES.

Dice Ifa: Será necesario cuidarse de accidentes, tragedias y discusiones, porque se puede perder la vida y en el mejor de los casos podrá perder la salud para siempre.
Dice Ifa: Que debemos tener una conducta recta y decorosa con un gran sentido de organización en todos los aspectos, sociales, religioso y personales.
Dice Ifa: Que los mayores están en la obligación de enseñar a los ahijados y a la familia en general en cuanto a la preservación de los principios, religiosos, éticos y morales.
Dice Ifa: Se recomienda la superación educacional, cultural y moral de cada persona para lograr el progreso y ser considerados y respetados por todos.
Dice Ifa: Que en este signo nace la justicia y la ley, por lo que todos nuestras acciones deben ser dentro del marco de la ley evitando a todo costo el incurrir en errores.
Dice Ifa: Se pronostica un incremento de delitos que traerán como consecuencia involucrase en procedimientos penales, por lo que debe evitarse que se comentan hechos delictivos.
Dice Ifa: Que las mujeres en este signo tienen que tener cuidado con problemas en sus órganos genitales, embarazos, intervenciones quirúrgicas, inflamaciones pélvicas entre otras.
Dice Ifa: Que las mujeres deberán evitar el acudir a la prostitución como vía de solución a sus problemas debiendo mantenerse fuera de este flagelo.
Dice Ifa: Que este signo habla de problemas del tracto digestivo, malas digestiones, úlceras perforadas, apendicitis y otras enfermedades producidas por el estrés que pueden incidir en el comportamiento de las personas.
Dice Ifa: Que debemos cuidarnos la boca si tenemos piezas picada o enfermas que se deben arreglar o sacar para así evitar enfermedades del estómago.
Dice Ifa: Debemos tener los documentos en el orden legal establecido y en particular con propiedades, viviendas, contratos, para evitar situaciones embarazosas.
Dice Ifa: Que debemos mantener nuestras casas organizadas y limpias, en caso de encontrarse en mal estado tratar de repararlas.
Dice Ifa: Seguirán manifestándose los problemas climatológicos, sismos, penetraciones del mar, huracanes e inundaciones.
Dice Ifa: Que no debemos despreocuparnos de la atención a la tierra para poder mantener la productividad que será de beneficio para todos.
Dice Ifa: Que debemos orientar a proteger el medio ambiente, pues es por el beneficio de todos.
Dice Ifa: Que hay que tener controles este año porque pueden producirse epidemias y enfermedades producidas por el resultados de fenómenos naturales.
Dice Ifa: Que hay que darle especial atención a los niños en sentido general referente a su salud, y ayudar en el control de la conducta.
Dice Ifa: Que se deben hacer fiestas en honor a los Ibeyis para así lograr tranquilidad y prosperidad en nuestros hogares.
Dice Ifa: Que se debe atender al Oricha Ogun ya que nos ofrecerá apoyo y protección.
Dice Ifa: Se recomienda dentro de las posibilidades que debemos apoyarnos en Azowano y Yewa, si es necesario, recibirlos.
Dice Ifa: Que Changó nos fiscalizará nuestros actos, por lo que será necesario se realicen los mismos con rigor y transparencia.
Dice Ifa: Que debemos utilizar las virtudes de la botánica para la cura y solución de algunas enfermedades, acudiendo a la medicina tradicional sin descuidar la atención médica directa.

Para conocimiento general
El primero de Diciembre del 2008, con la presencia de un número significativo de Babalawos cubanos y de otros países y los miembros del consejo Cubano de Sacerdotes Mayores de Ifa, se realizaron las ceremonias correspondientes a la Pre-apertura de la Letra del año 2009 en la Institución Religiosa Asociación Cultural Yoruba de Cuba.
Las recomendaciones fueron las siguientes:
Se dio lo que pidieron las 25 posiciones fundamentales. En todos los casos la respuesta de las deidades, fueron muy satisfactorias.
El día 30 de Diciembre del 2008, se hicieron los sacrificios correspondientes a las deidades que se determinó en la Pre- Apertura.

REALIZADO SUS CEREMONIALES EN LA “INSTITUCIÓN RELIGIOSA” ASOCIACIÓN CULTURAL YORUBA DE CUBA.

24 dicembre 2008

Buon Natale dall'Avana

Cari amici, la cena della Vigilia di Natale, o della Nochebuena, ormai è vicina, anzi, molti di voi a quest’ora saranno già seduti a tavoli o, magari, avranno già terminato.

La cucina tradizionale cubana (come vi dicevo in un vecchio post è un incontro di sapori e culture) prevede per l’occasione, con non molta differenza dal menù del veglione e da quello di tutti i giorni, le seguenti pietanze: congrí o arroz moro (il primo con fagioli nero ed il secondo con fagioli “colorados”), lechón asado a la criolla, platanos a puñetazos o tostones, yuca con mojo e buñelos de la Navidad. Chi vuole, può trovare tutte queste ricette, e molte altre ancora, sul blog "Recetas de la abula" di Mayra Gómez Fariñas, proprietaria e cuoca della paladar "Bodeguita Criolla" nella regione centrale di Cuba, collaboratrice della rivista "Sol y Son" della Cubana de Aviacion ed autrice di un libro di cucina appena pubblicato.
Personalmente, preferisco rimanere fedele alla tradizione italiana e meglio ancora campana. Menù ovviamente di "magro" per la cena della vigilia. Tra poco, infatti, mi metterò ai fornelli, per preparare: linguine con le vongole, baccalà fritto e all’insalata e frittura di “simil-paranza” (con quello che potuto reperire, calamari, gamberi e pesciolini vari). Lo so, mancano gli struffoli, i roccocò, i mustaccioli ed i susamielli - tipici dolci natalizi della Campania - ma dalla vita non si può avere tutto.
Domani, essendo categoricamente impossibile preparare qui all’Avana una “minestra maritata”, lasceremo un po’ più di spazio alla cucina cubana con il maiale al forno.

Indiscrezioni mi confermano che anche a casa Pasqualon si farà lo stesso: oggi cucina italiana e domani cubana.
Il dovere mi chiama, scappo a casa, lasciandovi i migliori auguri, miei e di Stefano, di un felice Santo Natale.

23 dicembre 2008

Il teatro Mella

di Stefano Pasqualon

Sabato scorso sono andato con mia moglie al balletto. Quando possiamo, non perdiamo l'occasione. Normalmente gli spettacoli sono di ottimo livello, sia per la qualità delle scenografie che per la bravura delle compagnie. Lo consiglio quindi a chi ne è appassionato, ma anche a coloro che vogliono conoscere un aspetto differente di questa città. Siccome l'ambiente è molto “informal”, grazie anche al prezzo dell'entrata rimasto invariato da oltre 50 anni (5 Pesos MN), in alcuni teatri troverete persone vestite decisamente casual, mangiando rosita de maís o maní (popcorn o bagigi), ed altre in giacca e cravatta. Un alternativa è la guayabera, la classica camicia cubana, che si porta fuori dai pantaloni. E’ consigliabile una via di mezzo: per gli uomini camicia, anche a maniche corte, pantaloni un po' eleganti e magari una giacca di lino o cotone leggero; per le signore un vestito leggero con uno scialle per ripararsi dall'eventuale, e temibile, aria condizionata.
Dopo questo inciso, torniamo allo spettacolo di sabato, rappresentato dalla compagnia Pro Danza, guidata da Laura Alonso, figlia della prima ballerina assoluta Alicia, una leggenda del balletto mondiale. I giovani e giovanissimi artisti hanno fatto il loro dovere ed i novanta minuti in due atti dello Schiaccianoci, la classica opera in clima natalizio di Čaikovskij, sono letteralmente volati.

Nell'intervallo della rappresentazione mi sono guardato bene il teatro. Si Tratta del “Mella”, che si trova in calle Linea n. 657, tra A e B, nel Vedado. È intitolato a Julio Antonio Mella (1903-1929), il combattente comunista ucciso dai sicari del dittatore Gerardo Machado mentre si trovava in esilio in Messico. Mella fu il compagno di Tina Modotti, la famosa modella, attrice, fotografa e combattente rivoluzionaria italiana.

La costruzione del teatro risale al 1952 ed ha una capacità di 1887 posti. Possiede uno stile moderno, con linee morbide ed ondeggianti, buona acustica ed un ottima visuale. Originariamente progettato come cinema, si chiamava “Rodi” ed era proprietà di Antonio Helier Rodríguez Citra. Questo imprenditore, impegnato anche in altri settori, era proprietario di altre quattro sale cinematografiche, tra cui il Cineteatro América (Avenida de Italia n. 257), progettato da Fernando Martínez Campos e Pascual Reyes, e del Cineteatro Radio Cine (Avenida de Italia n. 259), entrambi costruiti nel 1941 ed inseriti all'interno dell'Edificio América, in stile decò. Mentre l'América conserva il suo nome originale, con una capacità per 1775 persone e con un'alta volta che permette un'ottima acustica, il Radio Cine è stato dapprima ristrutturato e ribattezzato "Jigüe", ed ai giorni nostri è di proprietà dell'impresa di registrazione EGREM. Anche se impegnati con la PMM ed arrivando di notte, avrete ormai capito che si tratta della famosa "Casa de la Música di Galiano" (Avenida de Italia).

22 dicembre 2008

"Il sindaco dell'Avana"

di Stefano Pasqualon

Con il permesso di Marco Cubanite, prendo spunto dalla domanda di un suo lettore, interessato a conoscere se esiste un sindaco dell'Avana. Come abbiamo già visto questo incarico è stato presente nella capitale cubana sin dall'inizio della sua fondazione. A quei tempi erano addirittura due e nei secoli abbiamo trovato persone integerrime pronte al suicidio per aver mancato agli impegni presi con gli elettori, come Supervielle, ed altri che si sono occupati della cosa pubblica per fini del tutto “particulares”.

Ai giorni nostri tale figura a Cuba è stata in pratica sostituita dal presidente del Poder Popular. Scorrendo infatti l'elenco telefonico dell'Avana troveremo gli indirizzi delle varie assemblee municipali (i nostri consigli comunali) e quindi il Poder Popular Municipal di Arroyo Naranjo, Boyeros, Centro Habana, Cerro, Cotorro, Diez de Octubre, Guanabacoa, la Habana del Este, La Habana Vieja, La Lisa, Marianao, Playa, Plaza, Regla, San Miguel del Padrón, con le loro Direzioni ed i loro uffici. Il Poder Popular Municipal raggruppa anche i Consigli Popolari, che, cercando di paragonarli al sistema italiano, rappresentano le Circoscrizioni. Il Poder Popular Municipal figura quindi come un organo politico amministrativo molto simile al nostro Comune. Nella scala successiva troveremo il Poder Popular Provincial, simile alle nostre Province e, più precisamente, alle nostre province Autonome, dato che a Cuba la figura della Regione non esiste.

Bisogna specificare che la città che noi italiani chiamiamo semplicemente L'Avana, nel linguaggio burocratico è indicata come Città dell'Avana (Ciudad de La Habana) per differenziare la sua provincia da quella de La Habana, la cosiddetta “Habana Campo”. Quindi, volendo trovare un personaggio che copra le funzioni del nostro sindaco per quanto riguarda la città dell'Avana, l'incarico che più s'avvicina è quello del Presidente dell'Assemblea del Poder Popular della Provincia della Ciudad de La Habana, che, in effetti, raccoglie tutti i 15 comuni avaneri. Per complicare ancor di più le cose, L'Avana non è solo capoluogo del suo territorio, quasi interamente urbano, ma anche della Provincia de La Habana, molto più agricola e con una sua assemblea. In breve, immaginatevi una grande città con un sacco di isolati, quartieri, circoscrizioni, distretti, che è capoluogo di due province, dai nomi quasi identici, ed anche capitale. Se poi vogliamo addentrarci in paragoni un po’ azzardati, una personalità che s’avvicina al Sindaco esiste ancora all’Avana Vecchia, ed è Eusebio Leal, che in qualità di Strorico di tutta la città ha iniziato alcuni progetti al di là dei cannoni interrati che delimitano il centro storico, come appunto la Casa Verde, descritta recentemente da Massimo.

17 dicembre 2008

La Casa Verde


Finalmente, dopo tante ricerche, siamo pronti a soddisfare la curiosità di chi ci aveva chiesto notizie sulla “Casa Verde” e dello stesso Marco che, sul suo blog Cubanite, aveva lanciato un appello in tal senso.
Sulla “Casa Verde”, unico esempio di architettura rinascimentale tedesca all'Avana, che fa angolo tra la Quinta Avenida e Calle 2, logicamente a Miramar, all'uscita del tunnel e quasi di fronte alla Fuente de las Americas, esistono almeno due leggende metropolitane, mentre la storia vera è ben altra.
Cominciamo
proprio dalle leggende. La prima la vuole di proprietà di José López Rodríguez, detto Pote, ricco banchiere e negoziante di zucchero, che, insieme a Ramón González Mendoza, diede inizio alla prima urbanizzazione di Miramar.
Peccato che Pote si si
a suicidato il 27 marzo 1921, impiccandosi al tubo della doccia nella sua casa del Vedado, mentre la costruzione della casa cominciò ben 5 anni dopo la morte del banchiere, ovvero nel 1926.
Passiamo allora alla seconda leggenda, che n’attribuisce la proprietà a Carlos Miguel de Céspedes, ministro delle Opere Pubbliche di Gerardo Machado, o meglio alla sua amante Esmeralda a cui l’avrebbe regalata. Dai balconi di Villa Miramar, attuale 1830, il politico, ovviamente sposato, avrebbe potuto così guardare la sua concubina dall’altro lato della foce del Rio Almendares. Il verde dei tetti ricordava, invece, gli occhi della sua amata. Onestamente, la distanza è veramente troppa e Carlos Miguel aveva sì regalato una casa alla bella Esmeralda, ma sul Malecón dell’Avana.
Allora di chi era la Casa Verde? La casa, progettata dall’architetto Jorge Luis Echarte Mazorra, fu commissionata, per viverla con la moglie, da Alberto de Armas Martín, ex maggiordomo di Palazzo, durante i due mandati presidenziali del generale Mario Garcia Menocal (1913/17-1917/21).

Con il trasferimento della coppia in Francia, la casa fu acquistata dall’oculista Pedro Hechavarria e dalla moglie. Ma dopo il divorzio della coppia, il medico si trasferì presso il suo studio privato al Vedado, in calle 17 n. 306, mentre la signora rimase sola nella Casa Verde, senza soldi sufficienti per la manutenzione, fino alla morte avvenuta non molti anni fa. Testimonianze di abitanti della zona, la ricordano in compagnia di tanti cani, e nonostante le tante offerte, sembra non abbia mai voluto lasciarla.
Da qualche tempo, dopo tanti anni di incuria e degrado (come evidente nella foto in basso), grazie all’Ufficio del Historiador, sono in corso i lavori di ristrutturazione che, almeno per quanto riguarda i tetti e la facciata, sembrano averla riportata all’originario splendore. Sconosciuta la destinazione, una volta terminato il restauro. Voci ben informate, però, mi assicurano che ospiterà un ristorante. Staremo a vedere.

11 dicembre 2008

Cubacel, diminuisce la tariffa per l'attivazione

A partire da oggi 11 dicembre, come pubblicato dai quotidiani Granma e Juventud Rebelde, la quota per l'attivazione del servizio di telefonia mobile CUBACEL è scesa da 111 a 60 CUC.
E' una notizia che ho accolto con grande gioia, perchè, la settimana scorsa, per la seconda volta, ho perso il cellullare ed ottenere un duplicato della SIM mi sarebbe costato come una nuova attivazione, ovvero 111 CUC. Per vari motivi, avevo rinviato l'operazione per il prossimo fine settimana, adesso almeno risparmierò 50 cuc.
Questo il testo della nota informativa:

«Così come informato ufficialmente, il 14 aprile del presente anno, l’Impresa di Telecomunicazioni di Cuba S.A. (ETECSA) ha cominciato a commercializzare i servizi di telefonia cellulare in CUC, con modalità prepagata, alle persone naturali cubane, maggiori di 18 anni.
Tenendo in considerazione le capacità create nella rete cellulare, a partire dal piano d’investimenti realizzato da ETCSA e con il fine di dare la possibile d’accedere a questo servizio al maggior numero di persone, si è deciso di abbassare la quota d’attivazione del servizio a 60,00 CUC, a partire da oggi 11 dicembre del 2008.
Per conoscere gli indirizzi degli Uffici Commerciali che offrono il servizio, gli orari d’apertura al pubblico ed altre informazioni, è possibile contattare i numero 112, 118 o 05.264.22.66. Anche gli Uffici Commerciali o i punti di commercializzazione potranno offrire informazioni al riguardo. Direzione delle Comunicazioni di ETECSA»

Sicuramente, come già successo lo scorso aprile, è facile prevedere nuove e lunghe code ai negozi. Stamattina, mettermi in contatto con un operatore, per aver maggiori dettagli, mi è costato non poco lavoro.
Circa il servizio trasmesso da Striscia la Notizia, su una presunta "vendita" di visti, che riguarderebbe anche la nostra ambasciata all'Avana, faccio mio quanto scritto da Marco sul suo blog: mi sembra una bufala!

10 dicembre 2008

La farandula dell'Avana

In questi ultimi giorni, ho fatto da “Cicerone”, per un gruppo d'amici, non come magari abituato e forse un poco più preparato, tra i monumenti dell’Avana, ma di quella che è la notte nella capitale di tutti i cubani.
Dopo una figuraccia iniziale (da tempo ormai gli impegni familiari/lavorativi mi tengono lontano dall’Avana by night), grazie ad una giusta dritta, sono riuscito a rimettermi in carreggiata.

A fare la parte della regina, nelle notti all’Avana, negli ultimi tempi, sono le “
Feste PMM”, organizzate dall’omologo gruppo, che di volta in volta si tengono in locali e discoteche differenti.
Gli “
Espectaculos PMM”, dove PMM è l’acronimo di “por un mundo mejor”, sono – come dicono ormai tutti i faranduleri – “los que mueven La Habana”.
Sono serate molto piacevoli, con una prima parte, dove si svolge lo spettacolo vero e proprio, con tanto di corpo di ballo, sfilate di moda ed animazione che coinvolge anche il pubblico con giochi e gare, ed a seguire distinti generi di musica, reggaeton, house e disco. In alcune occasioni, si esibiscono anche gruppi, come sabato scorso
Gente D’ Zona.
I costumi dei ballerini e delle ballerine sono veramente ben curati, così come le scenografie, dove su diversi schermi giganti vengono proiettate clips, video musicali o le riprese della serata. Ineccepibili anche le coreografie, veramente uno spettacolo interessante, per chi non vuole andare nella solita discoteca.
Come già vi dicevo, lo spettacolo, ogni sera, cambia location, muovendosi generalmente tra i seguenti locali: il
Salon Rojo dell’Hotel Capri, la Cecilia, la Puntilla ed il Tunel. Il prezzo dell’entrata, a seconda del locale, può variare dai 10 ai 15 cuc, ovviamente consumazioni escluse.
Come si fa allora a sapere in anticipo dove si svolgerà la “PMM” del giorno? Semplicissimo, basta comporre il numero di telefono
830.49.20 ed un messaggio automatico v’informerà degli appuntamenti in programma e delle possibili variazioni.