14 luglio 2008

Il Re di San Isidro...

Esistono due quartieri dell’Avana Vecchia, Jesús María e Belén, che ancora oggi nell’immaginario cittadino risultano poco frequentabili. Devo smentire questa convinzione per averci vissuto e, sebbene sia uno yuma a tutti gli effetti, non mi è mai successo nulla. Tra l’altro qui si trovano alcune perle della zona esterna ai fusti di cannone interrati, posti dall’illustrissimo Historiador Eusebio Leal a demarcazione del centro storico. Tra queste, la stazione ferroviaria, il convento di Belén, la calle Cárdenas e la Alameda de Paula. Detto questo, proprio davanti alla stazione, nella zona tra le antiche mura e la avenida del Puerto, vicinissima alla casa di José Martí, simbolo dell’indipendenza cubana, s’estende la calle San Isidro. Adesso è una via tranquilla, dove mia figlia più piccola ha frequentato l’asilo Mi Casita Colonial.
Nei primi ‘900 l’aria era completamente diversa, perchè questa era una famosissima zona di tolleranza, dove i protettori locali s’affrontavano con quelli francesi, capitanati da Louis Letot. Il “souteneur” incontrò però pane per i suoi denti nella persona di Alberto Yarini, nato all’Avana il 5 febbraio 1882. Alberto era il figlio prediletto di Juana Emilia Ponce de León «Mimí» - pianista che suonò anche per Napoleone III - e Cirilo José Aniceto Yarini, eminente cattedratico, membro fondatore della Scuola d’Odontologia, fratello del chirurgo José Leopoldo Yarini, a cui è intitolata una delle sale dell’ospedale Calixto García. Come ci racconta Dulcila Cañizares nel suo interessante "San Isidro 1910: Alberto Yarini y su época" (Letras Cubanas, 2006) era discendente di una famiglia d’origine toscane residente in Galiano (Avenida Italia). Elegante e di sicuro fascino, divenne nei primi anni del secolo scorso il più conosciuto magnaccia della zona. Era però “un chulo de categoría”, tanto da passare alla storia con il titolo di “Re di San Isidro", anche se a lui piaceva di più quello de “El Conquistador”. La sua popolarità era enorme ed il partito conservatore ne approfittò per farlo entrare nelle sue fila ed accaparrarsi il consenso degli strati umili del porto e degli stivatori, grazie al suo carisma ed alla sua autorità. Rimangono famose la zuffa con un funzionario della rappresentanza statunitense per un commento anti-cubano e la lite ad un comizio elettorale. I problemi “professionali” di Yarini incominciarono quando la protetta di Letot passò nella scuderia comandata dal nostro. I francesi la presero male ed organizzarono un vero e proprio agguato sui tetti della Calle San Isidro facendo credere a Yarini che una delle sue donne aveva urgente bisogno di lui. Nell’imboscata il “Re di San Isidro” morì a soli 22 anni. Letot, l’assassinò, riuscì a scappare alle autorità, ma non alla vendetta di Pepito Basterrechea, luogotenente di Yarinì. Grazie alle manovre, ai sotterfugi ed alle mazzette, i conservatori fecero in modo che nessuna delle due parti riconoscesse gli aggressori e Pepito venne assolto dal crimine, mentre i papponi francesi furono tutti espulsi.

6 commenti:

pumario ha detto...

Che dire ...come il solito riempi di poesia una storia che in Italia andrebbe in cronaca nera. Scivoli con la penna come Tomba scivolava con gli scii, slalom e discesa le sai abbinare creando prosa da un raccapricciante racconto di puttane e papponi. Forse quando ti occupavi di sicurezza eri nella buon costume? A questo punto il "Direttore" si deve veramente preoccupare... chiedi a Massimo di presentarti la nostra Monica, una foto con lei la gradiremmo. Mario

Anonimo ha detto...

ma che bella coppietta tu (Massimo) e la zia Moni.....mmmmmmhhhhhh gatta ci cova.....

.....suvvia Massimo du colpetti per consolarla.....non si dovrebbero mai disdegnare.....jajajajajajaja.....

Freccia ha detto...

vedi sopra

Freccia ha detto...

P.S.: zia Moni claramente si scherza......siaaaaaam ragazzi!

Anonimo ha detto...

Massimo e Stefano, veramente bellissime le vostre storie su Cuba, sconosciute al grande pubblico, e che sicuramente nascondono una grande lavoro di ricerca su Cuba.
Continuate così, questa è la Cuba che vogliamo conoscere e che ci piace.
Leggere i vostri racconti e come passeggiare per le strade avanere dei tempi andati...

Anonimo ha detto...

HO LETTO DIVERSE COSE SU YARINI, IMPARENTATO ANCHE MI PARE CON I MARCHESI DI AQUA CLARA (SPERO DI NON CONFONDERMI).IL RISTORANTE IL PATIO ERA LA LORO RESIDENZA..BEAT