23 luglio 2008

Il Focsa


Una delle migliori vedute dell’Avana si può ammirare dalle finestre del bar ristorante “La Torre”, al penultimo piano dell’edificio FOCSA.
Alto ben 121 metri, con 39 piani, occupa completamente l’isolato compreso tra le strade 17, 19, M ed N del Vedado, per una superficie di oltre 10mila metri quadrati. Il FOCSA si divide in tre parti principali. La prima ospita nei piani bassi negozi, studi televisivi, uffici, bar, un’agenzia pubblicitaria, il teatro ed un parcheggio per ben 500 automobili. La seconda è u
n blocco di 29 piani, di cui 28 divisi in appartamenti da 3 o quattro abitazioni. Il piano 29 accoglie 7 attici che completano i 373 appartamenti dell’immobile.
La terza parte, la torre centrale, ospita il ristorante “La Torre”, di cui vi parlavo in precedenza.
Ma veniamo alla storia del FOCSA. Nel 1952, la dirigenza della potente catena radiotelevisa CMQ S.A. decise di costruire un edificio destinato agli artisti ed ai dipendenti dell’emittente. L’idea originaria era di costruirlo nel municipio di Arroyo Arena, ma la lontananza dalla sede centrale fece scartare l’idea. L’attenzione, così, fu centrata sui terreni occupati allor
a dal Club Cubaneleco, di proprietà dell’americana Cuban Electric Company. Il prezzo della vendita fu di 700mila dollari e il progetto fu affidato all’ingegnere Luis Sáenz Duplace e agli architetti Ernesto Gómez Sampero, Martín Domínguez e Bartolomé Bestard.
Prima di cominciare i lavori, nel febbraio del 1954, furono eseguiti diversi studi sulla staticità dell’edificio. Si calcolò, ad esempio, che forti venti di 240 chilometri orari avrebbero fatto oscillare la parte superiore di solo 10 centimetri. L’edificio fu costruito in appena 28 mesi e furono necessari ben 35mila metri cubi di calcestruzzo. Terminati i lavori, nel giugno 1956, il FOCSA era il secondo edificio in cemento armato più alto del mondo.
In poco più di un anno, tutti gli appartamenti furono venduti: quelli di tre stanze a 17.500 dollari e quelli di quattro a 21.500 dollari.

Un’ultima curiosità, il nome FOCSA non è altro che l’acronimo della società capogruppo dell'operazione immobiliare: la Fomento de Obras y Construcciones Sociedad Anonima.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie per la storia. Sono dell'Avana e non conoscevo il significato del nome!!!

Anonimo ha detto...

ricordo un drink romantico all ultimo piano ma poi ci lasciammo......beat

tio gigi ha detto...

Esattamente a che piano è il tuo appartamento ????......:-D

Anonimo ha detto...

ultimo piano intendo il ristorante...beat

nino ha detto...

non me ne vogliate,ma considero il focsa un pugno nell'occhio.E' un gran brutto manufatto dell'architettura moderna.Una imitazione dei palazzoni americani di quegli anni,fine dei 50.Chi vive nei piani alti,uomini di potere?,avrà certamente una ottima vista dell'avana,ma per gli altri non è un gran bel vedere.

Anonimo ha detto...

Grazie Nino per un nuovo spunto sugli architetti. Bisogna ricordare però che il modello di riferimento erano gli USA e quindi il committente poteva chiedere una villa tipo Country Club o un palazzone che rovinava lo skyline della città. In uno dei prossimi post parleremo sicuramente dei grandi disegnatori cubani. Ciao, Stefano.

pumario ha detto...

A mio parere non è un obbrobrio anzi, visto dal mare ha un fascino particolare e immaginando quello che doveva nascere attorno alla fine degli anni 50, c'è da rammaricarsi, bastavano due anni di ritardo della revoluscion e sarebbero nati almeno tre o quattro palazzi in stile "focsa" quindi il tutto sarebbe diventato avveniristico e bello. Io mi domanderei; perché a Cuba riuscivano a costruire palazzi come il "focsa" in 24 mesi mentre in Italia opere simili restano incompiute? Ecco, questo è quello che desta la mia curiosità, non il lato estetico che rimane un piacere soggettivo.