06 luglio 2008

Perchè non una targa italiana?


All’entrata di una villa vicino a casa, vedo da tempo una targa in bronzo dedicata dall’autorità spagnole all’esimio Dottor Gustavo Pittaluga Fattorini. Su incarico del Direttore Massimo, ho compiuto alcuni accertamenti, perché il nome dell’illustre ematologo è di chiare origini italiane. Approfittando della gentilezza della coppia che vive in questa bella casa di calle Linea, vengo a sapere qualcosa di più. Infatti Gustavo Pittaluga, nato a Firenze nel 1876, fu un medico italiano, nel 1904 nazionalizzato spagnolo, famoso soprattutto per il suo contributo allo studio dell'ematologia e della parassitologia.
Pittaluga studiò medicina a Roma e si laureò nel 1900. Fu aiutante del medico e naturalista Giovanni Battista Grassi, a cui si deve la dimostrazione che la malaria è trasmessa dalla zanzara anofele.
Nel 1902, Pittaluga si recò a Madrid per partecipare al XIV Congresso Internazionale di Medicina. Entrò in buoni rapporti con i colleghi spagnoli e si trasferì definitivamente nella capitale dei futuri campioni d’Europa, dove successivamente si sposò. Uno dei suoi tre figli, fu un famoso compositore, Gustavo Pittaluga González del Castillo.
In Spagna, Gustavo Pittaluga fu professore universitario e collaborò attivamente con le autorità sanitarie iberiche nella lotta contro le malattie infettive endemiche. S’interessò particolarmente alla malattia del sonno ed al protozoo che la produce. Nel 1919 studiò in Francia, insieme ad altri colleghi, l'epidemia d'influenza nota come "spagnola."
Pittaluga possedeva delle chiare convinzioni politiche e nel 1923 si presentò alle elezioni nelle file Partito Riformista, ma per il golpe di Primo de Rivera non divenne deputato. Fu però eletto nel 1931. Al termine della guerra civile, andò in esilio, prima in Francia e poi a Cuba, dove continuò la sua intensa attività fino alla morte. Nel periodo avanero (1942-1956), scrisse una notevole opera sul dengue emorragico, collaborando con la Facoltà di Parassitologia e Malattie Tropicali dell'Università dell’Avana, in particolare con un luminare della medicina cubana, il dottor Pedro Kourí Esmeja.
Non vorrei essermi sbagliato, ma uscendo dalla casa, mi è parso di vederlo ancora seduto nel suo studio, preso anche lui dai suoi, sicuramente più nobili, “pensieri avaneri”.

6 commenti:

stefano pasqualon ha detto...

Caro Mario, quando vedi Herr Direktor, Caro Direttore, ed altre adulazioni simili, sono io, Stefano, chiamato da Massimo "Ispettore" per il mio passato. Da qualche tempo l'esimio mi lascia scrivere qualcosa, non raggiungendo le sue vette, ma cerco di stare al passo. La nostra "linea editoriale" è ormai già nota, sono proprio "appunti randagi". Cia, Stefano

nino ha detto...

a cuba contro il dengue emorragico si fa sempre opera di disinfestazione o solo in alcuni mesi dell'anno?Con questa patologia muoiono le persone piu'anziane o solo quelle piu' debilitate?Per la prevenzione cosa viene consigliato?

Anonimo ha detto...

L'opera di profilassi del dengue a Cuba è sempre molto attiva. In realtà la zanzara colpisce a casaccio, è chiaro che i più deboli, gli anziani ed i bambini, sono spesso le vittime dello sviluppo dell'infezione. Bisogna però dire che le autorità controllano molto, mandando personale della Salud Publica casa per casa, con frequenze molto precise. Normalmente non ci sono molti casi ed anche con la televisione viene svolta un'opera di prevenzione molto attenta, dando consigli su come evitare l'insediamento dell'insetto. Nella maggior parte dei casi, si scoprono soprattutto le larve. Viene consigliato di controllare i depositi dell'acqua, le fioriere, i pneumatici abbandonati ecc. tutti i posti umidi dove il calore tropicale aiuta lo sviluppo dell'aedes aegypti. Ciao, Stefano.

pumario ha detto...

Si parla di prevenzione e di mantenimento igienico sanitario in Cuba, ebbene in maggio ci si sedeva sul balcone a Guanabo dopo cena sulla terza calle, quindi a metà della stupenda aloma, non ci crederete; neanche una zanzara. In giugno a Lignano sabbia d'Oro alle due del pomeriggio ho dovuto spruzzarmi un repellente e alla sera sono scappato dal miglior ristorante lignanese per la presenza di zanzare in numero stratosferico che assalivano tutti. Bizzarrie verdiane, non riferito agli amanti della lirica ma a quei ominidi che dietro lo scudo dei verdi santi protettori della natura hanno proibito la profilassi contro le zanzare e stanno proibendo il drenaggio dei fiumi con il rischio di vedere il mio bel Friuli distrutto dalla prima vera alluvione. Per chi conosce il Tagliamento, fiume sacro ai friulani, segnalo che il letto del medesimo è cresciuto di 5 (cinque) metri riducendo il passaggio sotto gli archi del ponte di Dignano a tre/quattro metri. Non voglio sparare cassandrate ma sono sicuro che al primo vero alluvione il ponte crollerà creando la divisione del Friuli... e come già stiamo soffrendo per la scelta scellerata del nucleare, ancor di più soffriremo perché la Regione Friuli verrà distrutta!!! Scusatemi lo sfogo ma qui sta piovendo a dirotto i fiumi si stanno ingrossando quindi i timori sono nell'aria, speriamo smetta di piovere... Mario Ps.: nello sfogo mi sono dimenticato di complimentarmi con Stefano; caro ispettore stai raggiungendo il maestro!

nino ha detto...

stefano,qualche giorno fa su el nuevo herald ho letto che cuba ha scoperto un vaccino contro le patologie tumorali del polmone,permettendo ai malati di vivere un pò di piu.Posso chiederti:1)questo farmaco si trova anche nelle tiendas per turisti?2)quanto costa?3)come si chiama?

mikhail ha detto...

Ciao Stefano, Ciao Massimo,

Bravi, Bravi, Bravi!

Il vostro blog è veramente una ventata di sollievo nel panorama dei blog e dei fori su cuba.

Interessante la storia del medico fiorentino finito in Spagna e poi a Cuba. Già alla fine dell'800 e nei primi del '900 quindi si assisteva ad una fuga di cervelli dall'Italia. Un problema, aimè, a tutt'oggi irrisolto.
E temo si andrà sempre peggio, almeno a giudicare dalla responsabile di un programma finalizzato ad attrarre nelle università italiane cervelli stranieri, in particolare nei politecnici di Milano e Torino.

Anche in questo campo, pur con l'esclusione delle eccellenze appunto di Milano e Torino, l'Italia è buon fanalino di coda.

Non mi stupirei se in un futuro non lontanissimo assisteremo anche ad una fuga di giovani cervelli verso le università cubane, peraltro già affollate di "cervelli stranieri", ma prevalentemente provenienti dai paesi più poveri dell'America Latina.

Un saluto e a presto all'Avana,
Mik.